Caterina Diana Biagiotti
Un’eccellenza artigianale del nostro Made in Italy della pelletteria di lusso e non a caso la galleria Biagiotti. La incontriamo nel museo dei tesori di San Marco a Firenze. È proprio lei, Caterina Diana Biagiotti che nel 1997 insieme alla mamma ha fondato la Galleria Biagiotti che dal 2012 è diventata Fondazione privata non-profit, la Biagiotti Progetto- Arte. La sua passione per la promozione di artisti italiani e internazionali ha impegnato da sempre Caterina che, laureata in lettere antiche, è passata dall’archeologia mediorientale all’arte moderna e contemporanea. Madre di due splendidi figli: il maggiore, laureato in architettura e grande appassionato d’arte, ha seguito le sue inclinazioni culturali e creative; il minore è entrato nell’azienda di famiglia, rappresentando il futuro di Bottega Giotti.
È famosa, Caterina per gli ottimi rapporti con Istituzioni culturali e museali in Italia e all’estero tra cui il MAXXI e il MACRO di Roma, il MAMbo di Bologna, il Museum of Arts and Design e la Grey gallery a New York e il Museum of Contemporary Art di Tel Aviv , alcuni esempi. Si è dedicata infatti e sempre con grande competenza all’allestimento di mostre e all’organizzazione di eventi, valorizzando e promuovendo con lungimiranza moltissimi giovani artisti di oggi e di domani. La storia della Bottega Giotti però è anche un fiore all’occhiello del nostro migliore made in Florence : La famiglia Biagiotti, storicamente legata al settore della pelletteria e proprietaria per decenni dei negozi Bottega Veneta a Firenze, decide di sviluppare un nuovo progetto imprenditoriale attraverso Bottega Giotti International.
Questo marchio di pelletteria affonda le proprie radici nella tradizione artigianale fiorentina fin dagli anni Cinquanta con sede situata nello storico Palazzo Lenzi, in Piazza Ognissanti, nel cuore di Firenze, luogo di grande fascino e fortemente legato all’identità culturale della città. Si apre così un nuovo capitolo , nel quale la storia familiare incontra una visione contemporanea dell’impresa. Caterina in linea con la sua formazione diventa Responsabile del coordinamento filiera produttiva e della modelleria, della ricerca e selezione dei materiali. Si occupa dello sviluppo commerciale e della ricerca di nuovi mercati internazionali, con particolare riferimento a Stati Uniti, Corea, Arabia Saudita, Dubai e Svizzera. Coordina inoltre la comunicazione digitale del marchio, gestendo i canali social.
Oggi Caterina non poteva che continuare con orgoglio l’attività di Bottega Giotti. Gli intrecci di pelle ad arte per borse e giacche di alta moda in vetrina si distinguono ancora e sempre nonostante un’ ormai consolidata tendenza al casual e alla street fashion dei nostri giorni. La lavorazione e i prodotti preziosamente artigianali della Bottega Giotti sono un tocco di classe a cui è difficile rinunciare. Per conoscerla meglio e di più le abbiamo chiesto:
Lei che è riuscita a fare della sua passione per l’arte un lavoro, può dirci quello che sarà il futuro di Bottega Giotti?
Mi piacerebbe che Bottega Giotti diventasse sempre più riconoscibile nel panorama internazionale, mantenendo quel carattere autentico che nasce dalla sua storia familiare e fiorentina.
Un progetto ancora da realizzare?
Vorrei innanzitutto lavorare sempre di più sul tema della sostenibilità, valorizzando una produzione artigianale che, per sua natura, mette al centro la qualità, la cura dei dettagli e la durata nel tempo. Credo che oggi il vero lusso non sia soltanto possedere un oggetto bello, ma scegliere qualcosa destinato a durare, realizzato con attenzione e consapevolezza.
Arte e alta moda fanno parte della sua vita. Qualche altro hobby?
Oltre all’arte e alla moda, amo viaggiare moltissimo, il cinema e la lettura, che rappresentano per me occasioni di scoperta e di arricchimento personale. E poi c’è lo sport, che è una vera gioia: dallo sci, all’alpinismo, al nuoto, discipline diverse che mi permettono di ritrovare energia, equilibrio e un contatto autentico con me stessa.
L’intelligenza artificiale potrà valorizzare Bottega Giotti? E a proposito della fondazione Biagiotti-Progetto Arte quali servizi potrà offrire l’I.A.?
Credo che l’intelligenza artificiale sia uno strumento ormai indispensabile, se utilizzato con intelligenza, consapevolezza e senso critico. Non penso che possa sostituire la sensibilità umana, la creatività o l’esperienza maturata nel tempo, ma credo che possa amplificarle e aprire possibilità che fino a pochi anni fa erano difficili da immaginare.
La “parità di genere”. Un suo commento in merito a questo storico problema che anche in Italia sembra non essere del tutto risolto?
Credo che la parità di genere non possa essere risolta soltanto sulla carta o attraverso norme e dichiarazioni di principio. Questi strumenti sono importanti, ma per ottenere un cambiamento reale è necessario intervenire più in profondità, partendo dall’educazione e dalla cultura, fin dalla prima infanzia. Famiglia, scuola e società hanno una responsabilità fondamentale nel trasmettere un’idea di libertà che non sia condizionata dal genere. Nel mondo imprenditoriale, questo significa anche creare ambienti in cui le competenze vengano riconosciute, il merito valorizzato e le opportunità di crescita siano realmente accessibili a tutti.
Un suo difetto e una sua qualità?
Direi che un mio difetto è essere molto caparbia e determinata: quando credo in un progetto, faccio fatica ad arrendermi e continuo a cercare la strada per realizzarlo. A volte questa determinazione può trasformarsi in testardaggine, ma è anche ciò che mi permette di affrontare le difficoltà con perseveranza. La mia qualità più grande è invece un entusiasmo inesauribile, accompagnato da una curiosità che mi spinge continuamente a esplorare, imparare e mettermi in gioco. Mi appassionano le idee nuove, le contaminazioni tra mondi diversi e tutto ciò che può aprire prospettive inaspettate.