Economia

Donne d’Impresa: Cinzia Cinelli, Amministratore Unico di Villa Fiorita Srl e di Chiassa Etrusca Srl

Si definisce scherzando una “diversamente giovane” ma in realtà come quarantenne giovane lo è davvero! Felicemente sposata, figlia di imprenditori perché suo padre Ciro Cinelli è stato il fondatore della Cinelli spa con sede a Milano. Non a caso, in astrologia Cinzia è un ariete con ascendente gemelli e riconosce che fare impresa in Italia è una leggera pazzia con qualche potenziale rischio: nel suo caso, però, anche con qualche bella soddisfazione. Infatti, Cinzia per diversificare il suo patrimonio aveva scelto di acquistare le quote della società Villa Fiorita S.r.l., una RSA con 51 posti letto.

Ci racconta a questo proposito che non avendo alcuna conoscenza del settore sanitario, l’investimento che aveva fatto pensando solo al patrimonio personale in realtà è diventata una sua vera “missione di vita” perché da titolare si è trovata poi ad essere Amministratore Delegato, rimboccandosi le maniche per  fare tanto e di più per Villa Fiorita residenza sanitaria assistenziale dove è importante la fisioterapia e l’assistenza sanitaria di persone non autosufficienti. In realtà però, non si occupa solo di questo perché è anche titolare di una società immobiliare: la Chiassa Etrusca Srl.

I suoi studi hanno una formazione di ragioneria con iscrizione a Giurisprudenza.  I suoi tanti interessi però, hanno avuto il sopravvento agli studi perché fin da ragazza si è occupata di organizzare eventi curando le ricerche storiche che potessero valorizzare il territorio toscano. Giovanissima infatti  si è trovata a gestire la realizzazione di spettacoli per una manifestazione di rievocazione storica, facendo leva sul substrato associazionistico, culturale  e di volontariato del territorio, contribuendo significativamente all’attribuzione, nel 2011, da parte dell’allora Ministro Brambilla, del premio “Patrimonio d’Italia per la Tradizione” per le trentaquattro manifestazioni che si sono distinte a livello nazionale per la capacità di mantenere viva la tradizione  adeguando le rappresentazioni tradizionali al mutamento dei tempi e incentivando la partecipazione di turisti e visitatori. Per conoscerla meglio e di più le abbiamo chiesto:

Suo padre, l’imprenditore Cino Cineli ha lavorato con la mamma  fino agli inizi degli anni 80 e si occupava prevalentemente di “biciclette” con la Cinelli SPA (sede a Milano). Com’è che lei invece che di biciclette oggi si occupa di immobiliare e RSA?

Per rispondere in tutta franchezza alla sua domanda, non ero portata per il business delle bicilette, per me è stato più interessante occuparmi di cultura e problemi sociali.  Mio padre ha visto un futuro per me nel mondo del ciclismo fino ai 2 anni circa di età, ovvero finché ho avuto come supporto “ le ruotine “ alla bicicletta!!! Preso atto di avere una figlia con tutt’altre propensioni, qualche anno più tardi,  per  prendermi in giro/insegnarmi qualcosa del suo mondo, ha addirittura disegnato per me una canotta  con la legenda delle componenti  poi  messa in produzione dall’azienda con un ottimo risultato  in termini di vendite!

In Italia sono poche le residenze sanitarie assistenziali che si occupano di persone non autosufficienti e disabili. Villa Fiorita da ben 20 anni lo fa e con adeguata assistenza sanitaria, fisioterapica e sociale. Come ha potuto interessarsi e lavorare con tanta passione in questo settore così particolare e difficile?

In realtà in prima battuta, come già anticipato, ho pensato ad un investimento al fine della diversificazione del mio patrimonio, ma come spesso accade, la vita fa percorrere strade inattese: le scelte del precedente amministratore unico, mio predecessore, hanno fatto sì che dovessi rimboccarmi le maniche per garantire le mie quote societarie e da lì è nata l’abnegazione per un lavoro che  toglie tanto in termini di tempo ma che restituisce a livello umano molto,  molto di più ed in modo sorprendente!

Nell’organizzazione del suo lavoro pensa che potrà usufruire dei servizi che può offrire l’Intelligenza Artificiale?

Sinceramente credo che ci saranno grandi sviluppi ma più orientati  al campo della telemedicina che conseguentemente ci riguarda vista l’organizzazione normativa, e non solo,  del nostro settore. Come tutte le tecnologie, però, va utilizzata nel modo giusto per poterne trarre beneficio  e per farlo ci deve essere formazione e competenza nell’utilizzo.

Cosa può dirmi della “parità di genere”? Ha mai avuto problemi?

Nel mio settore l’impiego è maggiormente femminile, quindi direi di no, ma non solo per questo, mi è stato insegnato ad entrare sempre in punta di piedi e far parlare i fatti, questo modo di porsi credo aiuti a sconfiggere i preconcetti ed i retaggi “culturali” arretrati e discriminanti, sotto tutti gli aspetti, anche quelli relativi al genere…

Un suo progetto ancora da realizzare?

Tanti, sono un’iperattiva, curiosa/incosciente: quello imminente, con la società immobiliare,  ovvero lo sviluppo e la costruzione di  nuova struttura da 80 posti letto, e poi  altri due, uno spero prossimo ed uno futuribile, ma entrambi in settori  non legati al mio core business.

Chapeau! E buona fortuna a questa giovane e importante imprenditrice Toscana che fa parte anche di AIDDA.

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Orietta Malvisi Moretti