Donne d’Impresa: Diomede Chiapperini (ANDE- Associazione Nazionale Donne Elettrìci) - Blitz Quotidiano
L’abbiamo conosciuta ormai oltre 20 anni fa quando entrò in AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda) come una delle prime Manager a Firenze di FS Spa (Ferrovie delle Stato).
Laureata in Scienze Politiche, con precedenti esperienze al Ministero del Lavoro, un “peperino” di donna, fiorentina “importata” e polemica per sacrosanto diritto-dovere istituzionale. Non a caso, nata sotto il segno dei pesci ma con ascendente scorpione, si è fatta conoscere per quella sua grinta così particolare che le ha sempre fatto guadagnare rispetto e autorevolezza nella vita e nel lavoro. Una dura e pura socialista nell’animo e nel cuore: solo però e sempre in difesa dei valori più profondi della democrazia. È sempre lei che fa scuola a tanti che se ne infischiano dei valori più veri e della politica. Oggi, Diomede è Presidente di ANDE ad oltranza (perché poche come lei si sono messe gratuitamente a disposizione dell’Associazione per i suddetti valori di cui sopra) e sta combattendo la non facile battaglia contro l’evasione al voto.
Ne è prova tangibile anche l’incontro sul Referendum Costituzionale del 22-23 marzo 2026 di ANDE e AIDDA in Confindustria Toscana a Firenze: l’evento da lei organizzato con Antonella Mollica del Corriere della Sera, moderatrice d’eccellenza, l’introduzione storica di Luigi Mazzella (già Vice-Presidente Emerito della Corte Costituzionale), saggista, scrittore e per le Ragioni del SI e del NO con le relazioni di Eriberto Rosso, Avvocato e Ettore Squillace Greco, Magistrato.
Refrattaria ad esporsi pubblicamente e “allergica” alle chiacchere superficiali, la sua anima di lottatrice a favore dei valori più veri, ce la fa ritrovare oggi per un’ intervista che vorrebbe fare il punto sulla difficile lotta contro l’astensione al voto. Sono ancora troppe, infatti, le persone che senza “parità di genere” che non vanno infatti a votare per futili motivi e soprattutto per una scarsa cultura dei nostri sacri diritti e pur sacri doveri. Per conoscerla meglio e di più le abbiamo chiesto:
Con il senno di poi lei che è stata una delle prime donne manager in Toscana nelle Ferrovie dello Stato cosa può dirci della “parità di genere” nel suo percorso lavorativo in Italia?
Sono diventata Dirigente delle Ferrovie in periodo di grande fermento ed entusiasmo. Le Ferrovie delle Stato, Azienda statale di carattere quasi militaresco, diventava una Spa con top manager provenienti da imprese come ENI , che pur a capitale pubblico erano esempio di imprenditorialità internazionale. Chi era vissuto nella Azienda Autonoma, che era diventata un carrozzone con assunzioni fuori limite come supporto alla disoccupazione, si trovò a fare i conti con parole come efficienza, ristrutturazione e ripensamento. E’ stato il periodo di Lorenzo Necci e Giovanni Satta che ricordo con rispetto e affetto e che disegnarono quella azienda che ora compete agevolmente con altre realtà ferroviarie, e non solo, internazionali, e che mi auguro però abbia ancora conservato quel patrimonio di competenze tecniche che le erano peculiari e vanto italiano e che mettevamo a disposizione anche della FIAT.
Ricordo il colloquio che mi portò poi alla dirigenza, era come l’esame di maturità, mi sentivo svuotata, ma avevo onestamente raccontato quello che mi sarebbe piaciuto fare perché le Ferrovie diventassero sempre più un moderno operatore. Ho lavorato quasi sempre con uomini,soprattutto ingegneri, perché le donne dirigenti nei quadri aziendali erano ancora poche, mentre vedo con piacere oggi top manager ingegnere donna che conobbi appena assunte.
Senza nulla togliere ai Comitati delle pari opportunità i cui programmi di evoluzione al femminile, sponsorizzavo con la Direzione Generale. Certo non è stata una passeggiata farsi rispettare dai colleghi maschi che avevano paura di perdere quel mondo che era stato solo loro, ma la gran parte erano uomini intelligenti che avevano capito che collaborare poteva essere più utile che guerreggiare. Forse parlando controcorrente, mi sembra che negli ultimi anni moltissime donne abbiano conquistato posizioni di tutto rilievo in moltissimi campi,mi vengono in mente tante Ceo al femminile, quando ai miei tempi sembrava ce l’avesse fatta solo Marisa Bellisario; poi penso alla Astronauta Cristoforetti, e a tante altre donne top in tanti campi.
Certo non è scontato arrivare ma mi sembra che le donne sappiano farsi valere( con il dovuto rispetto per tutte le vittime di femminicidio e mobbing, ma questo è un altro discorso). Credo che ci voglia coraggio, preparazione ,ottimismo e tenacia e i risultati verranno. Senza diventare “maschiacci “ma conservare i nostri atout; preparazione, fascino, intelligenza, intuito, tenacia. E questo è il consiglio che mi sento di dare alle giovani e aspiranti imprenditrici di oggi.
Lei è Presidente di ANDE : Qual è l’obiettivo della vostra Associazione? C’è una ricetta di ANDE per guarire dalla sindrome dell’astensionismo al voto?
ANDE nacque nel 1946, dall’intuizione di Carlotta Orlando, figlia del già Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando e Nennella Cutolo, nipote di Ruggero Bonghi, già Ministro della Pubblica Istruzione del regno d’Italia, (quindi donne colte che avevano conosciuto realtà estere per il voto alle donne). C’era un Paese devastato dalla guerra e pronto a ricominciare e le donne dovevano essere informate, acculturate e sensibilizzate per partecipare attivamente alla ricostruzione. Questo è il leit motiv di ANDE che ,mutatis mutandis, continua anche oggi sia nella sede nazionale , sia nelle varie sedi in tutta Italia ,ad informare e sensibilizzare i cittadini ai temi della politica intesa nel senso più nobile della parola.
Ogni Sezione, cogliendo le problematiche più sentite nelle varie realtà locali, si fa promotrice di convegni e formazione per i giovani nelle scuole e nelle università su argomenti quali intelligenza artificiale, antimafia, referendum: da quello storico con Mario Segni, all’ultimo costituzionale del prossimo marzo. A Firenze nel corso degli anni abbiamo organizzato moltissimi incontri con i candidati alla Regione e al Comune, abbiamo parlato di cementificazione e salvataggio dell’agricoltura; di Brexit; abbiamo avuto molti ospiti illustri, come Giovanni Sartori, e molti Costituzionalisti, e infine abbiamo istituito un Premio ANDE Firenze sull’Europa, per ragazzi dell’ultimo anno delle superiori fiorentine, che senza falso orgoglio ritengo essere stato un successo.
In tale occasione abbiamo conosciuto i ragazzi che non fanno cronaca, nera o rosa, ma si impegnano, sono curiosi e partecipi, e questo per me è la grande speranza del futuro.
Cosa ci può dire dell’Intelligenza Artificiale in un mondo in continua evoluzione?
Come tutti gli “oggetti o tecniche” che dir si voglia è potenzialmente neutra, se non le si permette di sostituirsi completamente agli Umani. Senza dimenticare che l’IA è alimentata da umani e quindi risente della implementazione fornitale da persone con loro limiti e difetti.
Un suo difetto e una sua qualità?
Alle volte sono troppo irruente e appassionata, perché penso che nella vita bisogna essere attori e non solo spettatori, questo chiaramente alle volte diventa un difetto che cerco di migliorare.
Un suo programma di vita che vorrebbe ancora realizzare?
Vivo la vita ogni giorno sperando di mettere a frutto le lezioni accumulate.