Donne d’Impresa: Nicoletta Pala (Audarya). Quando il vino è una questione di famiglia e di storia - Blitz Quotidiano
Ce la immaginiamo così quando da bambina correva fra i vigneti e le risate con i lunghi capelli al vento insieme al fratello. Oggi, Nicoletta Pala, giovane ma agguerrita manager del vino, ci racconta la storia di famiglia, la passione e la grande tradizione dei loro vini di Terra di Sardegna. Ottima sinergia con il fratello Salvatore- anche lui impegnato insieme a lei nell’azienda- ci invita sui social (Facebook e Instagram) e ci accompagna con un calice di vino “Nuragus” alla scoperta delle nuove produzioni per una degustazione speciale in ricordo del nonno, suo grande maestro di sempre. Nicoletta Pala, Sales e Marketing Manager, è la famosa paladina del “vino rosato” che in Sardegna è davvero speciale a differenza di quello delle altre regioni perché ha una particolare mineralità che lo rende di facile e gradevole bevuta. Lei, di formazione alla MIB Trieste School of Management, ci racconta che Audarya ha infatti un vino rosato prodotto da uve cannonau che si diversifica per sapidità, acidità e leggere note agrumate.
Davvero unico nel suo genere – sottolinea con soddisfazione-. Nel 2014 papà Enrico dopo aver messo tutto l’amore e la passione di una vita nella produzione dei loro vini, ha promosso con lungimiranza e fiducia il passaggio generazionale dell’azienda Audarya ai suoi figli Nicoletta e Salvatore. Ma perché questo nome così particolare? Perché Audarya in lingua orientale significa “L’animo nobile di chi lavora la terra”. Ed ecco perché, con lei alla guida dell’azienda la scommessa di suo padre continua e con grande fortuna e successo in Italia e nel mondo. L’energia positiva e la passione che caratterizzano la grinta con cui lavora Nicoletta rende irresistibile il suo messaggio. È lei che sui social promuove, oggi con i nuovi metodi di comunicazione, quel suo vino sardo che è davvero una “questione di famiglia”. A pochi chilometri da Cagliari si stendono i loro vigneti sotto il magico sole della Sardegna.
I nostri vini Made in Italy, si sa, sono in eterna competizione con i nostri cugini francesi e Nicoletta ha saputo competere, con evidente successo, grazie alle sue innovative tecniche di Marketing e Comunicazione, sottolineando l’eccellenza della sua produzione. Sono davvero bellissime e così originali le etichette che confezionano i suoi vini, da lei ideate, per trasmettere freschezza, ironia e momenti di convivialità. Come tante giovani e vecchie imprenditrici, oggi Nicoletta Pala fa parte di AIDDA Sardegna e per sapere qualcosa di più della sua vita le abbiamo chiesto:
Se lei non fosse oggi un’imprenditrice di successo nel settore del vino, a cosa avrebbe potuto dedicarsi con la stessa passione?
Credo che quando nasci nel mondo del vino sia quasi innato dedicarti a questo settore, la connessione che madre natura offre con la terra diventa fin da subito linfa vitale.
Una delle mie grandi passioni è l’ospitalità e probabilmente mi sarei dedicata a pieno a questo settore, chissà magari sarei finita in qualche isola lontana! Questo, tra l’altro, mi ha portato anche a rendere l’azienda un punto di incontro per visitatori, turisti e Wine lovers. Oggi (finalmente) il turismo di qualità è in forte espansione anche nel sud Sardegna.
Nella vostra azienda non esistono problemi di “parità di genere” perché con suo fratello siete un esempio di ottima sinergia…o no?
La nostra sinergia è il motore dell’azienda. Noi facciamo parte della nuova generazione di vignaioli, in quanto millenials, non percepiamo tanto la differenza di genere, ormai si è capito il vantaggio di collaborare e giocare di squadra con passione e precisione, così da creare un valore aggiunto su tutte le decisioni aziendali.
In cosa le può essere utile l’Intelligenza Artificiale per un’organizzazione aziendale più innovativa?
Il mondo del vino è un mondo davvero curioso, in continuo fermento, in tutti i sensi! L’IA se usata con prudenza può supportare tantissime fasi aziendali. Nel nostro settore si utilizza tantissimo nella parte agricola, moltissime aziende hanno sistemi IA che gestiscono l’uva, il meteo e tutto ciò che riguarda la viticoltura di precisione. Noi attualmente la utilizziamo su alcune campagne marketing ma potrebbe essere utile anche per un’organizzazione innovativa riguardo le vendite, a supporto del gruppo. Penso che se utilizzata con criterio possa aiutare tanto, alla fine l’IA si basa sulle informazioni che noi stessi forniamo.
Vino a parte, quali sono i suoi hobby e quanto tempo pensa di dedicare alla sua vita privata?
Questo mondo non è solo un lavoro ma uno stile di vita per cui diciamo che spesso vita privata e lavorativa si uniscono, soprattutto perché non siamo solo un’azienda ma una grande famiglia. Lo sport e la lettura mi aiutano a prendermi del tempo e rigenerarmi.
Un suo progetto ancora da realizzare in questo ormai avviato 2026?
Mi piace sognare ad occhi aperti e spesso ho necessità di fermarmi e riordinarmi le idee. Quest’anno è dedicato a importanti progetti personali che spero di riuscire a realizzare prima dell’estate. Sicuramente a una novità importante sulla nostra produzione che completerà la gamma di prodotti.
Per scaramanzia, ancora non lo scriviamo però!
Un suo difetto e una sua grande qualità?
Diciamo che spesso agisco senza pensare troppo alle conseguenze e questa impulsività è un mio grande difetto. L’ottimismo invece è una grande qualità che anche nelle situazioni più difficili mi porta a trovare il lato positivo e risolvere tutto dando forza anche a chi ho intorno.