Donne d’Impresa: Serena Brillante (Serenergy). La sua "mission" di lunga e serena vita - Blitz Quotidiano
Che siamo fatti di energia- ormai si sa- anche se non sempre è chiaro come funziona veramente il famoso binomio mente-corpo (spirito e materia) di cui è fatto il meraviglioso laboratorio del nostro fisico. Lo sa bene Serena Brillante che ad Arezzo si è lanciata in una nuova e bella sfida: Questa signora senza età, ha creato infatti non solo una palestra per un miglioramento puramente e solo fisico, ma anche e soprattutto, un centro per poter migliorare la propria qualità di vita. Si presenta con grande stile e naturalezza, il suo centro è diventato ormai il bel salotto alla moda di Arezzo e non si direbbe che Serena è anche già madre single e con un percorso di vita e di lavoro non sempre troppo facile.
È una calabrese approdata ad Arezzo dopo aver vissuto a Milano e in Spagna e sempre con varie esperienze lavorative con un’attenzione particolare al fitness tradizionale. Ci racconta, infatti, di fitness e di wellness che è così di moda oggi- come una vera e propria esperienza personale che desidera condividere con tutti per il Bene comune.
Meditazione e yoga le hanno insegnato a gestire le sue emozioni anche quelle più profonde e oggi Serena potrebbe essere annoverata fra la fila delle nuove e più interessanti “influencer” dello spirito e del saper vivere. In tre anni ad Arezzo quello che era un piccolo studio di fitness è diventato un vero e importante centro per giovani e meno giovani. Oggi sono 450 metri quadri suddivisi in spazi per l’allenamento sportivo e i vari trattamenti olistici sotto l’occhio attento e la guida professionale dei suoi vari collaboratori di fiducia: fisioterapisti, massofisioterapisti, psicologi e professionisti che ci possono aiutare nella difficile gestione dello stress e delle ansie ormai all’ordine del giorno nella nostra vita quotidiana.
La sua palestra Serenergy è uno studio ormai continuo di “stile di vita e di benessere”. La promessa di Serena Brillante è quella di poter sapere mantenere un sano equilibro di emozioni: “Siamo infatti quella meravigliosa macchina che funziona bene solo se si riesce ad integrare al meglio il nostro vero e proprio sistema fisico, spirituale e mentale”- sottolinea Serena con profonda convinzione.
Ci racconta che ha intrapreso studi in economia, un percorso che le ha dato solide basi nella comprensione del mondo aziendale e dell’organizzazione del lavoro. Parallelamente ha scelto di entrare presto nel mondo professionale, trasferendosi a Milano, dove ha colto l’occasione di lavorare anche nella redazione di Sportitalia. Successivamente è tornata in Toscana, dove la sua vita ha preso una nuova direzione: la nascita di sua figlia che ha rappresentato una svolta importante, portandola a ripensare profondamente il suo percorso di crescita personale e professionale. Ed è proprio in quel periodo- dice- ha iniziato a lavorare nel mondo del fitness, all’interno delle palestre, occupandosi di allenamento e preparazione fisica. L’esperienza quotidiana a contatto con il corpo e con le persone ha però fatto nascere in lei una domanda più profonda: cosa rende davvero una persona sana, completa e felice?
Con il tempo “ha sentito” che allenare un corpo fatto solo di muscoli non le bastava più. Il BEN- ESSERE, per lei, non poteva limitarsi alla sola performance fisica. Da questa sua ricerca personale è nato un percorso di formazione continua attraverso diverse scuole specializzate in Pilates e Yoga, discipline che le hanno permesso di ampliare la sua visione del corpo umano e della relazione tra movimento, equilibrio interiore e consapevolezza. Un’esperienza di studio e vita in Spagna ha rappresentato per lei un ulteriore momento di crescita.
Lì ha avuto modo di confrontarsi con una cultura molto aperta alla ricerca interiore e spirituale, che ha ampliato ulteriormente la sua prospettiva. “Ho iniziato così ad approfondire il legame tra corpo, sistema nervoso ed equilibrio ormonale” – ci racconta- comprendendo quanto questi elementi siano strettamente collegati alle nostre emozioni e al nostro stato di benessere, dalla gestione dello stress fino al raggiungimento di un equilibrio più profondo”. E conclude affermando che oggi il suo approccio professionale nasce proprio da questa integrazione: unire movimento, consapevolezza e ascolto della persona nella totalità, accompagnando le persone verso un benessere più completo e autentico. Per conoscere qualcosa di più di lei le abbiamo chiesto:
Un suo progetto ancora non realizzato per Serenergy?
Serenergy è un progetto in continua evoluzione. La mia visione è quella di continuare ad approfondire e potenziare tutte le aree che ne fanno parte, mantenendo sempre al centro LA SALUTE E IL BENESSERE globale della persona. Uno dei progetti su cui desidero lavorare maggiormente è lo sviluppo di un’area dedicata alla recovery. Non solo uno spazio legato alla performance fisica, ma un vero e proprio ambiente pensato per il recupero, il rilassamento e la gestione dello stress, oramai sempre presente in questi tempi. L’idea è quella di creare all’interno del centro una zona dedicata al riequilibrio del sistema mente-corpo, dove le persone possano rallentare, rigenerarsi e ritrovare vera energia. Oggi viviamo in una società in cui lo stress cronico incide profondamente sull’equilibrio dell’organismo, influenzando il sistema ormonale, il sistema immunitario, il benessere emotivo e, nel tempo, anche la salute fisica.
Un’area sarà pensata non solo come spazio di relax, ma come un vero supporto fisiologico all’allenamento. Attraverso l’utilizzo di tecnologie e metodologie specifiche, si accompagnerà il corpo sia prima che dopo l’attività fisica: da un lato preparando l’organismo allo sforzo, dall’altro favorendo il recupero e il riequilibrio dopo l’allenamento. Perché per me il recupero non è una pausa: è parte integrante dell’esperienza Serenergy. È il momento in cui il corpo assimila il lavoro fatto, ritrova equilibrio e si prepara a esprimere il proprio potenziale.
L’Intelligenza Artificiale potrà essere d’aiuto nell’organizzazione nei servizi offerti alla sua palestra?
Credo che il cambiamento non vada contrastato ma compreso e accolto. È qualcosa che ho imparato anche attraverso lo yoga: resistere al cambiamento crea rigidità, mentre abbracciarlo permette di evolvere. L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità, soprattutto se utilizzata come supporto al lavoro umano. Uno Strumento evoluto che abbiamo qui ad esempio come Technogym Checkup, permette di raccogliere rapidamente dati fisici, fisiologici sul corpo e sulla mobilità delle persone, creando un’anamnesi funzionale dettagliata e guidando ogni cliente con programmi personalizzati e sicuri. Allo stesso tempo, credo fermamente che la tecnologia non possa sostituire la dimensione umana. Il contatto, l’empatia e la sensibilità restano centrali nel mio lavoro: l’AI diventa così uno strumento che amplifica le nostre capacità, permettendoci di offrire un’esperienza più consapevole ed efficace, senza perdere ciò che rende unico il benessere: la presenza e l’energia dell’essere umano.
Le sue clienti sono prevalentemente donne e per gli uomini cosa consiglia?
Il benessere non ha “genere”: ciò che conta è prendersi cura di sé, del corpo e della mente. Oggi la maggior parte delle nostre clienti sono donne, ma sempre più uomini si stanno avvicinando al Pilates e allo Yoga, attratti da una disciplina che rende più sicuri, flessibili, sani ed energici. Me lo sono chiesta: perché ancora così pochi uomini? Credo sia legato a convinzioni diffuse: per decenni è stato insegnato agli uomini a essere duri, a sollevare pesi, a non piangere, a non mostrare empatia, come se mostrarsi sensibili fosse un segno di debolezza. È rimasta una sorta di “timidezza” a lasciarsi andare e a occuparsi delle proprie emozioni. Chi viene qui, invece, impara ad ascoltarsi, a sciogliere queste rigidità interne, a tornare in contatto con se stesso.
“Essere o apparire?”: Senza scomodare Shakespeare questo è il vero problema di oggi e delle nuove generazioni cresciute a “pane e social”. Come crede di poter aiutare i giovani che sempre di più soffrono di superficialità e bisogno di apparenza?
Lo yoga mi ha insegnato a scoprire la mia parte più vera e autentica. Tante persone credono di conoscersi, ma in realtà non sanno scendere in profondità, o non sentono nemmeno il bisogno di farlo. Io stessa non ne ero consapevole, fino a quando la pratica mi ha permesso di incontrare il mio vero essere..la mia vera serenità. Quella serenità che non ha bisogno di mostrarsi sui social, di apparire sempre felice o di accumulare vestiti, borse e scarpe: sono solo compensazioni temporanee, illusioni di appagamento. Anche apparire perfetti in una foto ritoccata sui social può generare insicurezze, confronti continui e una sensazione di inadeguatezza. Quando ti senti davvero in pace con te stessa, non hai bisogno di tutto questo. E cominci a sentire un senso di pienezza , cominci a guardare a quello che hai e non a cosa” ti manca”. E’ questo che genera sofferenza.
Essere autentici significa vivere in accordo con se stessi, senza filtri, in armonia con sé e con gli altri, e con il proprio scopo di vita, senza cercare di rispondere a ciò che gli altri si aspettano o a ciò che i social suggeriscono come “giusto” o “bello”. È un percorso di evoluzione psichica e spirituale che richiede ascolto, consapevolezza e pratica costante, ma porta a un senso di completezza e leggerezza che nessuna apparenza può dare. I giovani vanno tutelati, protetti, seguiti, accompagnati a scoprire chi sono realmente, a sciogliere le rigidità interiori e a vivere con integrità e presenza, senza lasciarsi definire dai like o dalle immagini perfette degli altri.
La sua vita è il lavoro? o riesce a trovare spazio anche per qualche suo altro hobby?
Non c’è niente di più gratificante che fare un lavoro che ami e che ti appassiona. È vero, a volte le giornate sono lunghe, e anche i weekend sono occupati molte volte e pieni di impegno, ma ottenere piccoli traguardi di crescita e di risultati ogni volta mi riempie il cuore di gioia. Allo stesso tempo, mi impegno a ritagliarmi momenti per me stessa. Non perdo tempo davanti alla televisione, ma cerco di coltivare piccole e grandi esperienze di qualità: un corso di danza, suono la chitarra, vado in spiaggia, a cavallo… Ho bisogno del contatto con la natura, che mi ricarica e mi permette di tornare al lavoro con energia e chiarezza
Cosa augura a sua figlia?
Le auguro di poter fare ciò che ama davvero, di seguire le proprie passioni senza paura e di vivere in armonia con i propri principi. Di avere il coraggio di scegliere la propria strada, rispettando se stessa e gli altri, e di costruire una vita che la renda felice e autentica. Vorrei che imparasse a fidarsi di sé, a coltivare la propria autenticità e a trovare gioia nelle piccole e grandi scelte della vita. Soprattutto, le auguro di crescere libera, coraggiosa e serena, capace di costruire una vita che le appartenga davvero.