Economia

Donne, il paradosso: si laureano con voti alti, sono più brave negli studi, ma poi guadagno meno degli uomini

Si laureano con voti mediamente più alti e hanno percorsi di studio più regolari. Eppure, una volta entrate nel mercato del lavoro, le donne laureate guadagnano meno dei colleghi uomini, registrando anche tassi di disoccupazione più elevati. Questo è il quadro che emerge dallo studio dell’Università di Udine, coordinato dal docente Marco Sartor, “Il mercato del lavoro dei laureati a Udine e in Italia: stato attuale e sfide future”, basato su elaborazioni dei dati Almalaurea e presentato nei giorni scorsi nella sede di Confindustria Udine, durante l’incontro “Employer attractiveness. Esperienze, metodi e strategie”. L’evento è stato organizzato dall’Ateneo con l’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda (Aidda), Federmanager, Confindustria Udine e la Fondazione Friuli.

Nel 2024, in Italia, il 58% dei laureati magistrali è donna, contro il 42% degli uomini. All’Università di Udine, invece, il quadro è quasi equilibrato: 50,9% uomini e 49,1% donne. A favore delle laureate restano però i risultati accademici: voto medio finale di 107,8 contro 106,6 a livello nazionale e di 108,4 contro 106,9 a Udine. Anche la regolarità negli studi le vede in vantaggio. Il divario si apre nel lavoro. A un anno dalla laurea, le donne guadagnano in media 228 euro in meno in Italia e 248 euro in meno a Udine. A cinque anni il gap sale rispettivamente a 307 e 358 euro. Nei settori umanistici il differenziale è di 49 euro, mentre in quelli tecnico-scientifici arriva a 366 euro. Anche sul piano occupazionale il dato resta sfavorevole: il tasso di disoccupazione a un anno dalla laurea è del 12,6% per le donne contro l’8,1% degli uomini; a cinque anni è del 5% contro il 3,1%. “Il tempo non è un fattore di riequilibrio, ma un moltiplicatore delle disuguaglianze”, ha evidenziato Sartor.

Published by
Francesca Ripoli