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“Credo che uno scostamento sia necessario, oggettivamente. È il momento di intervenire”. Lo afferma Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e vice di Matteo Salvini, in un’intervista al Corriere della Sera, spiegando che per un intervento strutturale sul caro carburanti lo scostamento di bilancio è indispensabile.
“La verità è che il post Pnrr vede un fabbisogno totalmente diverso”, sostiene Durigon, sottolineando le necessità legate alle infrastrutture e il rischio di default, dopo il super bonus, per le aziende edilizie “se non iniettiamo risorse” Il sottosegretario richiama anche gli effetti dell’aumento dei carburanti: “Il caro carburanti peraltro non lo subisce soltanto chi fa il pieno. Il prezzo del petrolio si ripercuote su quello del bitume, dell’acciaio, del cemento. Le aziende che hanno partecipato alle gare per le opere pubbliche rischiano davvero il default”. E sul ricorso al deficit aggiunge: “Francamente, non vedo molte alternative allo scostamento di bilancio”.
Durigon apre poi a un contributo delle banche. “Dal 2022 al 2025, il sistema bancario italiano, secondo i dati Fabi, ha incassato 160 miliardi di utili”, sottolinea. “Neppure a me piace la parola extraprofitti, non solo a Tajani. Ma è vero che il governo ha dato credibilità al Paese e le banche ne hanno beneficiato”.
Per Durigon “si può aprire una discussione — come ha fatto la Spagna — su come il sistema bancario possa contribuire al Paese”. Sul fronte delle pensioni, l’esponente leghista sostiene che “il nostro sistema non è in crisi” e propone di “scegliere finalmente se andare in pensione a 64 anni. Con pochissima decurtazione dell’assegno pensionistico”. La misura, spiega, sarebbe sperimentale per tre anni: “Costa circa 2 miliardi all’anno, 1,6 miliardi il primo anno. Tenga conto che lo Stato spende di più all’inizio, ma spende meno negli anni successivi”.