(Foto Ansa)
Oltre 227mila unità immobiliari pubbliche risultano non utilizzate o inutilizzabili, per una superficie complessiva di 40,2 milioni di metri quadrati. Di queste, circa 141mila, pari a oltre il 62% del totale, fanno parte del patrimonio disponibile.
È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Nomisma per Cna Costruzioni, sulla base dei dati del censimento del ministero dell’Economia e delle Finanze relativi al 2022. Una fotografia che, secondo la confederazione, può rappresentare il punto di partenza per valutare interventi di recupero, tenendo conto delle condizioni tecniche degli immobili, degli eventuali vincoli e della sostenibilità economica delle operazioni.
La ricerca evidenzia inoltre una distribuzione delle unità immobiliari che potrebbe offrire opportunità soprattutto alle micro e piccole imprese. Oltre il 76% degli immobili ha una superficie inferiore o pari a 100 metri quadrati, mentre quelli con dimensioni superiori ai 2.000 metri quadrati rappresentano appena l’1,3% del totale, ma concentrano il 47,6% della superficie complessiva.
Per Cna, ora è necessario trasformare la ricognizione in un vero percorso di rigenerazione del patrimonio pubblico, anche alla luce delle esigenze abitative.
“Disponiamo da oggi di una base conoscitiva concreta dalla quale partire per costruire, insieme agli enti locali e a tutti gli attori interessati, risposte ai bisogni reali delle comunità – ha detto il presidente di Cna Costruzioni Riccardo Roccati -. Pensiamo a un tema particolarmente urgente come l’emergenza abitativa. Una parte del patrimonio pubblico oggi inutilizzato può rappresentare, laddove ne ricorrano le condizioni, un’opportunità per recuperare immobili, rigenerare aree e mettere a disposizione nuove soluzioni abitative”.