Quanto petrolio e gas importa l'Italia dal Medio Oriente? Dieci consigli su come risparmiare energia (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Nei giorni scorso l’Aie, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, ha presentato una serie di azioni che governi, imprese e famiglie possono intraprendere per attenuare l’impatto economico sui consumatori derivante dalle perturbazioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente. Ci sono una serie di azioni immediate che vengono suggerite per ridurre la domanda:
Al di là dei consigli sul risparmio, quanto petrolio e gas importa l’Italia dal Medio Oriente? Per via del blocco dello Stretto di Hormuz molti paesi stanno vivendo una seria crisi delle forniture di gas e petrolio. Quelli che stanno rischiando di più sono i paesi asiatici che dipendono per l’80% dalle petroliere che passano per Hormuz. Per quanto riguarda l’Italia, da questo stretto passano le navi che arrivano dal Qatar e che riforniscono l’Italia per il 10% del fabbisogno di gas. Il governo è quindi alla ricerca di nuovi fornitori per rimpiazzare questo 10% così da poter scongiurare una possibile crisi nel prossimo inverno. Si spiega così il recente viaggio della premier Meloni in Algeria.
Il petrolio che l’Italia importa dall’estero, secondo quanto ricostruito da LaPresse sulla base dei dati più recenti dell’Unione energie per la mobilità (Unem), proviene invece in larghissima parte dai Paesi africani. Da lì infatti arriva il 41,7% di tutto il greggio, con la Libia capostipite con il 24,2% del petrolio. Seguono la Nigeria con il 5,5%, il Niger con il 3% e l’Algeria con il 2,9%. Ci sono poi i Paesi asiatici: tra questi Azerbaijan da cui proviene il 16,8% del greggio e il Kazakhistan da cui proviene il 13,1%. C’è poi una piccola quota che arriva dal continente americano, con gli Usa che coprono il 9% fabbisogno e il Brasile che copre il 2,4% e una che arriva dall’Europa con la Norvegia in testa con l’1,7% e il Regno Unito secondo con lo 0,9%.
Dal Medio Oriente Roma importa il 12,2% di petrolio greggio. I due più importanti partner sono l’Iraq che fornisce il 6,1% del totale e l’Arabia Saudita con il 5,8%. Piccole quote provengono poi dal Kuwait (0,2%) e dalla Siria (0,1%). Anche questa percentuale di greggio, se non si sblocca la situazione, rischia di dover essere rimpiazzata come sta accadendo con il gas del Qatar.