Eni apre le proprie infrastrutture di supercalcolo a imprese, startup e centri di ricerca, rendendo disponibili al mercato capacità computazionali, competenze specialistiche e strumenti avanzati per lo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale e innovazione digitale.
L’iniziativa si inserisce nel contesto della crescente rilevanza strategica delle infrastrutture digitali, sempre più centrali per la competitività industriale e la sovranità dei dati. Dal 2013, con il Green Data Center, Eni ha sviluppato e consolidato competenze distintive nella progettazione, gestione operativa e valorizzazione di infrastrutture digitali dedicate al calcolo ad alte prestazioni. Il Green Data Center ospita oggi i due supercalcolatori HPC6 e HPC7, combinazione che consente a Eni di superare la soglia dell’Exascale, confermando l’azienda come la realtà industriale con la maggiore potenza di supercalcolo disponibile al mondo.
L’impegno di Eni nello sviluppo delle infrastrutture digitali si riflette anche nella partnership con Khazna Data Centers per la realizzazione di un AI Data Center Campus di nuova generazione. Accanto allo sviluppo delle infrastrutture, Eni ha progressivamente costruito competenze distintive nel supercalcolo e nell’intelligenza artificiale, applicandole ai propri processi industriali e rendendole progressivamente disponibili all’ecosistema dell’innovazione esterno (es. Call4Innovators).
Per i business di Eni, disporre di una capacità computazionale proprietaria rappresenta una scelta altamente strategica che coniuga efficienza economica, flessibilità operativa, tutela del know-how e sovranità tecnologica: un’infrastruttura sviluppata sulle specifiche esigenze dell’azienda consente infatti di ottimizzare i costi rispetto a soluzioni esterne, di estendere progressivamente l’utilizzo del supercalcolo a nuovi ambiti tecnologici ed energetici e di proteggere algoritmi, dati e competenze distintive che costituiscono un vantaggio competitivo distintivo per Eni.
Tra le prime realtà che hanno manifestato interesse verso l’iniziativa figurano le società Domyn, Mercuria, Dompé, Almawave, Reply e la Fondazione Bruno Kessler. Altre imprese o centri di ricerca potranno unirsi nel tempo sulla base di proposte progettuali di comune interesse con Eni.
L’iniziativa consentirà l’accesso alle capacità di supercalcolo di Eni attraverso l’erogazione di servizi AI, con l’obiettivo di sviluppare e valorizzare infrastrutture, dati e modelli in modo sicuro, competitivo e coerente con gli interessi industriali e istituzionali italiani ed europei anche a sostegno della sovranità digitale. I partner avranno i vantaggi di un time to market accelerato rispetto alla disponibilità di accesso a questa tipologia di servizi, di sviluppare e valorizzare nuovi modelli di intelligenza artificiale, simulazioni avanzate e progetti caratterizzati da elevati requisiti computazionali.