Economia

Errore Inps sulle pensioni, coinvolti 270 mila pensionati: addizionali trattenute ma non indicate nella Certificazione Unica

Un errore amministrativo dell’Inps rischia di creare problemi fiscali a circa 270 mila pensionati italiani. La vicenda riguarda le addizionali regionali Irpef trattenute regolarmente sugli assegni pensionistici ma non riportate correttamente nella Certificazione Unica trasmessa ai contribuenti e all’Agenzia delle Entrate.

L’anomalia è emersa durante le verifiche effettuate in vista della campagna fiscale 2026. In pratica, molti pensionati hanno subito le trattenute previste sulle pensioni, ma tali importi non compaiono nei documenti fiscali ufficiali utilizzati per la dichiarazione dei redditi.

Il problema potrebbe avere conseguenze rilevanti soprattutto per chi utilizza il modello 730 precompilato, perché il sistema potrebbe non considerare correttamente le somme già versate. Questo rischia di generare differenze nei conteggi fiscali, con possibili richieste di pagamento aggiuntive oppure errori nei rimborsi spettanti ai contribuenti coinvolti. Secondo le prime ricostruzioni, il disguido sarebbe legato a un problema tecnico nella trasmissione dei dati relativi alle addizionali regionali.

I pensionati coinvolti e i possibili effetti fiscali

La platea interessata dall’errore comprende circa 270 mila pensionati distribuiti in diverse regioni italiane. L’Inps avrebbe già avviato verifiche interne per comprendere l’origine precisa del problema e predisporre eventuali correzioni ai documenti fiscali inviati.

Per i contribuenti coinvolti, il rischio principale è quello di presentare dichiarazioni dei redditi con dati incompleti o non corretti. In alcuni casi potrebbe essere necessario modificare manualmente la dichiarazione precompilata oppure attendere una rettifica ufficiale dell’ente previdenziale.

I consulenti fiscali invitano i pensionati a controllare attentamente la propria Certificazione Unica confrontando gli importi trattenuti durante l’anno con quelli effettivamente riportati nel documento fiscale. In presenza di anomalie, il consiglio è quello di rivolgersi a Caf o commercialisti prima dell’invio definitivo della dichiarazione dei redditi.

L’errore potrebbe inoltre rallentare le operazioni di assistenza fiscale nelle prossime settimane, considerando il numero elevato di persone coinvolte e la necessità di effettuare controlli aggiuntivi sulle singole posizioni.

Le verifiche dell’Inps e le possibili correzioni

L’Inps ha confermato di essere al lavoro per risolvere il problema e aggiornare le posizioni dei pensionati interessati. L’obiettivo dell’istituto è evitare che l’anomalia possa tradursi in disagi economici o contestazioni fiscali nei confronti dei contribuenti.

Nelle prossime settimane potrebbero essere emesse nuove Certificazioni Uniche corrette oppure comunicazioni integrative destinate sia ai pensionati sia all’Agenzia delle Entrate. Al momento non risultano responsabilità dei contribuenti, che avrebbero semplicemente ricevuto documenti incompleti a causa del disguido tecnico.

 

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Filippo Limoncelli