Fisco, aumentano i controlli sui conti correnti: verifiche triplicate contro l'evasione fiscale (foto ANSA) - Blitz quotidiano
L’Agenzia delle Entrate torna a rafforzare la propria attività di contrasto all’evasione fiscale puntando sempre di più sui controlli tradizionali. Dopo un periodo in cui era stata privilegiata la cosiddetta “compliance”, ovvero l’invio di comunicazioni ai contribuenti per correggere spontaneamente errori e omissioni, la strategia si orienta nuovamente verso verifiche più approfondite e ispezioni mirate.
A evidenziare questo cambio di passo è la relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto generale dello Stato. I dati mostrano un deciso incremento dell’attività di accertamento: nell’ultimo anno sono state effettuate 223.647 verifiche fiscali, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Grazie a questi controlli sono stati individuati circa 16,46 miliardi di euro di imposte non dichiarate.
Tra gli aspetti che attirano maggiormente l’attenzione c’è il forte incremento delle indagini sui conti correnti bancari. Nell’ultimo anno gli accertamenti finanziari sono saliti a 6.566, un numero triplicato rispetto all’anno precedente, consentendo il recupero di circa 256 milioni di euro di imposte evase.
I controlli non riguardano indistintamente tutti i cittadini, ma vengono avviati quando emergono anomalie attraverso l’Anagrafe dei rapporti finanziari, il database che raccoglie le informazioni trasmesse dagli istituti di credito su conti correnti, movimentazioni bancarie e accessi alle cassette di sicurezza.
L’Agenzia delle Entrate utilizza sistemi informatici che confrontano le movimentazioni finanziarie con i redditi dichiarati. Se vengono rilevate incongruenze significative, possono essere avviati approfondimenti per verificare l’origine delle somme.
Il meccanismo di controllo si basa sull’incrocio dei dati fiscali e bancari. Se, ad esempio, un contribuente dichiara un reddito annuo di 18.000 euro ma sul proprio conto corrente transitano somme per circa 40.000 euro senza una giustificazione documentabile, come una donazione, un’eredità o la vendita di un bene, il sistema può segnalare la posizione agli uffici competenti.
In questi casi il contribuente può essere chiamato a dimostrare la provenienza del denaro movimentato. L’obiettivo dell’amministrazione finanziaria è individuare eventuali redditi non dichiarati, distinguendo però le situazioni regolari da quelle che potrebbero nascondere fenomeni di evasione fiscale.
L’intensificazione delle verifiche riguarda anche lavoratori autonomi e aziende. Nell’ultimo anno sono stati effettuati 103.449 controlli nei confronti delle attività economiche, con un incremento superiore all’11%.
Particolare attenzione viene riservata ai settori ritenuti maggiormente esposti al rischio di evasione. Nell’edilizia i controlli sono aumentati soprattutto per verificare eventuali irregolarità legate ai bonus edilizi. Nel commercio, invece, il Fisco monitora il corretto utilizzo dei registratori telematici e dei sistemi di pagamento elettronico, verificando eventuali anomalie tra gli incassi effettuati tramite POS e quelli dichiarati fiscalmente.
Diversa la situazione per comparti considerati a basso rischio di evasione, come gli studi medici e alcune attività di consulenza professionale, dove la richiesta di fatture e ricevute da parte dei clienti rende generalmente più semplice la tracciabilità delle operazioni e riduce la necessità di controlli approfonditi.