Economia

Fisioterapia nel 730: quando si può pagare in contanti e quando serve il bancomat per ottenere la detrazione

Le spese sanitarie rappresentano una delle principali voci che possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Tra queste rientrano anche le prestazioni di fisioterapia e le terapie di riabilitazione, effettuate per il recupero funzionale o per la cura di determinate patologie. La normativa consente di recuperare il 19% della spesa sostenuta, considerando le regole previste per la franchigia. Per usufruire dell’agevolazione, però, non è sufficiente conservare la fattura o la ricevuta: in diversi casi è necessario dimostrare anche come è stato effettuato il pagamento. Proprio la modalità di saldo della prestazione può quindi fare la differenza ai fini della detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Fisioterapista: quando si può pagare in contanti

Dal 2020, per molte spese sanitarie è previsto l’obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili per poter beneficiare della detrazione fiscale. Tuttavia, la normativa prevede alcune importanti eccezioni per determinate prestazioni mediche. Le spese sostenute presso medici o strutture sanitarie private devono essere pagate con bancomat, carta o altri strumenti tracciabili. Il pagamento in contanti è invece consentito quando la prestazione viene effettuata presso strutture pubbliche oppure private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale. In questi casi, il contribuente può quindi conservare la documentazione della spesa e beneficiare della detrazione anche se ha utilizzato il contante.

Fisioterapia nel 730/2026: le regole da ricordare

Per le spese di fisioterapia sostenute nel 2026, dunque, la possibilità di utilizzare il contante dipende dal tipo di struttura nella quale viene effettuata la prestazione. Se la terapia viene eseguita in una struttura pubblica o privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, il pagamento in contanti non fa perdere il diritto alla detrazione. Diversamente, quando ci si rivolge a una struttura privata non accreditata, è necessario utilizzare un metodo di pagamento tracciabile. Bancomat, carta di credito, carta di debito o altri strumenti tracciabili consentono quindi di rispettare i requisiti previsti dalla normativa e di mantenere il diritto alla detrazione Irpef del 19%. È importante conservare fatture, ricevute e documentazione relativa al pagamento.

 

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Filippo Limoncelli