Economia

Il 7,5% degli italiani fatica ad arrivare a fine mese, nel Sud la quota sale al 12,3%

Restano marcate le disuguaglianze economiche tra le diverse aree del Paese, con il Mezzogiorno che continua a registrare le maggiori difficoltà ad arrivare a fine mese e i livelli più elevati di povertà assoluta. È quanto emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) 2025 diffuso dall’Istat, che evidenzia anche segnali di miglioramento sul fronte dei redditi e della percezione della situazione economica delle famiglie.

Tutti i numeri

Nel 2025, il 7,5% delle persone vive in famiglie che dichiarano di arrivare a fine mese con grande difficoltà. Nel Mezzogiorno la quota sale al 12,3%, ben al di sopra della media nazionale, mentre il Centro registra il valore più basso, pari al 4,7%, sebbene in peggioramento rispetto all’anno precedente.

La povertà assoluta coinvolge oltre 5,4 milioni di persone. Le famiglie in questa condizione rappresentano l’8% del totale dei nuclei residenti, mentre l’incidenza individuale raggiunge il 9,3%. Il dato resta più elevato nel Mezzogiorno, all’11,5%, in calo dal 12,5% del 2024. Seguono il Nord, con l’8,5%, e il Centro, con il 7,4%. La situazione italiana rimane inoltre peggiore rispetto alla media europea per quanto riguarda il rischio di povertà, con uno scarto di 2,3 punti percentuali.

Sul fronte dei redditi, nel 2025 il reddito medio disponibile pro capite è cresciuto del 2,4% in termini nominali, dopo l’aumento del 3% registrato nel 2024. Nel biennio, al netto dell’inflazione, i redditi sono aumentati complessivamente del 2,2%.

Migliora anche la percezione della condizione economica: le famiglie che dichiarano un peggioramento rispetto all’anno precedente scendono al 26,2%, dal 29,5% del 2024 e dal 33,9% del 2023. Resta sostanzialmente stabile, infine, la quota di persone a rischio di povertà, passata dal 18,9% al 18,6%, mentre diminuisce la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi.

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Gianluca Pace