(Foto Ansa)
Il carrello della spesa pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie italiane, che negli ultimi anni hanno dovuto ridurre gli acquisti per far fronte al rincaro dei prezzi. Tra il 2019 e il 2025, la spesa reale per i consumi è diminuita dell’8,7%, con una perdita equivalente a 224 euro al mese per nucleo familiare. È quanto emerge da un’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) basata sui dati Istat.
Nello stesso periodo, la spesa media mensile è salita nominalmente da 2.560 a 2.782 euro, con un aumento di 222 euro. Una crescita solo apparente, perché l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto, rendendo possibile comprare meno beni e servizi a fronte di una maggiore spesa.
A incidere sono stati soprattutto gli aumenti legati alla pandemia, alla guerra in Ucraina e alla crisi energetica, i cui effetti sui prezzi non si sono esauriti con la fine delle emergenze.
Le differenze territoriali sono marcate. La Puglia registra la contrazione più forte della spesa reale (-18,7%), seguita da Bolzano (-17,2%) e Calabria (-14,9%). In controtendenza Umbria (+9,9%), Marche (+9%), Trento (+8,2%) e Abruzzo (+6,1%).
“Gli italiani spendono di più per acquistare sempre meno”, osserva Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Crc. Secondo l’Istat, nell’ultimo anno una famiglia su tre ha tagliato le spese per alimenti e bevande, mentre il 44% ha ridotto quelle per l’abbigliamento. Anche viaggi, cura della persona e sanità hanno subito riduzioni.