Il Governo Meloni vuole ridurre l'Irpef per il ceto medio nella prossima Legge di Bilancio, ecco come (nella foto Ansa Giorgetti e Meloni)
La legge di bilancio 2027 si avvicina e presto il Governo dovrà mettere nero su bianco le misure che intende approvare. Giorgetti vuole far uscire l’Italia dalla procedura di inflazione entro l’anno prossimo e quindi i margini di spesa, malgrado le pressioni della Lega, sono ridottissimi. Al momento si parla del taglio dell’Irpef per chi guadagna più di 50mila euro all’anno, una manovra per recuperare una fascia di reddito toccata poco finora da bonus e tagli alle tasse e di una flat tax per gli aumenti di stipendio dei giovani under 35. Per il viceministro all’Economia Maurizio Leo questi obbiettivi restano. Bisogna capire però in che modo far quadrare i conti.
L’obiettivo su cui l’esecutivo punta in modo più esplicito è il taglio dell’Irpef. Dopo alcuni interventi che hanno ridotto l’imposta sul reddito per i redditi medio-bassi negli ultimi anni, il governo vuole occuparsi di quelli medio-alti. L’intenzione è di allargare l’aliquota al 33% che si paga su redditi compresi tra 28mila e 50mila euro.
Si vorrebbe allargare lo scaglione di mezzo portandolo fino a 60mila euro. Chi dichiara tra 50mila e 60mila euro si ritroverebbe quindi uno sconto del 10% delle imposte su quella parte di reddito. E anche chi supera i 60mila euro otterrebbe una riduzione, pari a circa mille euro all’anno. Leo ha spiegato: “Qual è l’ulteriore passo su cui vogliamo lavorare, compatibilmente con le risorse e con la condivisione da parte di tutti i componenti della nostra maggioranza? Quello di abbracciare la fascia che va da 50 a 60mila euro e riportarla nell’ambito del secondo scaglione, quindi applicare su questa fascia di reddito, anziché il 43%, il 33%”.
Il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della 5ª Commissione Bilancio, a proposito del taglio ha detto: “La riduzione dal 35 al 33% della seconda aliquota Irpef per i redditi tra 28mila e 50mila euro è già realtà e vale circa 2,9 miliardi nel solo 2026. È un intervento concreto che si inserisce nel percorso di alleggerimento del carico fiscale sul lavoro avviato dal Governo Meloni. Non cala l’attenzione verso il ceto medio, quella fascia di contribuenti che sostiene una parte rilevantissima del gettito e che spesso resta fuori dalle misure di sostegno. Nel dibattito sulla prossima manovra è quindi naturale che si ragioni sull’ampliamento della fascia interessata dal 33%, compatibilmente con le coperture e con gli equilibri di finanza pubblica. La direzione è chiara: ogni spazio disponibile deve essere utilizzato per rendere il sistema fiscale più favorevole al lavoro e alla crescita”.