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Arrivando alla riunione di Lussemburgo per l’Eurogruppo, il ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen ha espresso con chiarezza la sua opposizione alle richieste avanzate da Italia e Grecia per allentare temporaneamente le regole fiscali di fronte alla crisi energetica.
“Comincio a essere piuttosto stanco di questa discussione. Ogni volta che si presenta un problema sento sempre la stessa cosa: ‘modifichiamo le regole fiscali’. Aggiungere debito al debito rende i problemi più grandi. Dobbiamo spendere meno e fare riforme. Fuggire dai problemi non è la soluzione”, ha detto Heinen.
Il ministro olandese si è detto inoltre “contrario” all’ipotesi di introdurre clausole di salvaguardia specifiche per l’emergenza energetica. “Le regole attuali prevedono alcune possibilità, ma sono temporanee”, ha spiegato, sottolineando che successivamente bisognerà tornare “in linea con le regole”.
Una posizione condivisa anche dal ministro delle Finanze belga Vincent van Peteghem. “Non sono favorevole a modificare le regole, soprattutto in risposta, ad esempio, agli attuali prezzi dell’energia, sapendo anche che si tratta di uno shock dell’offerta”, ha affermato. Secondo Van Peteghem, “qualsiasi misura dovrebbe comunque essere temporanea”. Il ministro belga ha quindi escluso l’ipotesi di una clausola di salvaguardia nazionale legata ai prezzi dell’energia: “Non credo sia una buona idea introdurre una clausola di salvaguardia nazionale per situazioni come questa, legate ai prezzi dell’energia. Ritengo importante che, se si decidesse di procedere, si tratti di una misura temporanea”.
Più articolata la posizione tedesca. “Abbiamo appena rivisto le regole fiscali europee”, ha ricordato il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil. Ma, ha aggiunto, “la Commissione europea deve affrontare le questioni che preoccupano i cittadini di questo continente, e cioè gli elevati prezzi dell’energia”.