(Foto Ansa)
“Attaccare è diventato estremamente economico, difendersi è estremamente costoso. Può bastare un drone da 500 dollari, un telefonino e una connessione Starlink e puoi distruggere un Mig da 70 milioni di dollari in una base aerea russa o un carro armato da 30 milioni in Ucraina”. Quindi, “la scommessa è investire in capacità di reazione a costi relativamente bassi per contrastare minacce low cost”. Lo ha detto Francesco Macrì, presidente di Leonardo, in un’intervista alla Stampa.
Soprattutto, a suo parere, “è fondamentale allearsi e avere collaborazioni a industriali. Vale l’esempio nel settore dei droni medio-grandi tramite LBA Systems, la joint venture con i turchi di Baykar. Stiamo valutando l’acquisizione di startup innovative”. Parlando dell’Europa, Macrì ha sottolineato che “la prima cosa che ha fatto quando è apparsa sulla scena l’Ai è pensare a come proteggersi. Invece di guidare un grande fenomeno tecnologico, ha pensato a regolarlo. Ha rinunciato a fare ricerca, è rimasta indietro e ora è costretta a usare sistemi operativi altrui”. Per Macrì, “la prossima sfida che l’Europa potrebbe perdere è quella sugli umanoidi”. Nel 2025, ha concluso, “Leonardo ha investito 3 miliardi di euro in ricerca, sviluppo e ingegneria di prodotto, il 20% in più del 2024, con 17mila persone dedicate e oltre 120 collaborazioni con Università e centri di ricerca”.