Il procuratore Viola: "Concerto Delfin-Caltagirone già dal 2019. Mef criticabile, ma niente reati" (foto Ansa-Blitzquotidiano)
“Secondo quel che è stato ricostruito” dalla Procura “il presunto accordo” tra Delfin e Caltagirone per la conquista di Mediobanca e, a cascata, di Generali “troverebbe origini addirittura dal 2019”. Lo ha affermato il procuratore di Milano, Marcello Viola, ascoltato dalla commissione di inchiesta sulle banche.
“Quantomeno a partire dal 2019 e fino al 2024 si è assistito a un costante investimento a scacchiera in Mediobanca e Generali da parte di Delfin e del gruppo Caltagirone” senza conseguire “gli obiettivi di controllo” prefissati, portando poi i due gruppi a orchestrare l’ops su Piazzetta Cuccia “omettendo” di comunicare “al mercato e alle autorità”, “l’esistenza di un accordo” in tal senso.
“E’ chiaro che noi nel corso dell’indagine abbiamo visto e abbiamo anche criticato l’Abb (il collocamento del 15% di Mps fatto dal Tesoro, ndr) fatta in maniera tale da rendere destinatari di quel pacchetto di azioni soggetti determinati ma alla domanda se questo tipo di condotta è incriminabile” e cioè se il Mef “con questa dismissione” vuole “governare Mps, Mediobanca e forse un domani Generali”, “la risposta è stata no”.