Imu ridotta al 50% per affitti a canone concordato: la proposta nel Piano Casa (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Nel quadro della riforma del Piano Casa, attualmente in fase di conversione in legge, è stata avanzata una proposta che prevede la riduzione del 50% dell’Imu per i proprietari immobiliari che affittano a canone concordato. L’iniziativa, sostenuta da un emendamento di Forza Italia, mira a incentivare l’offerta di alloggi a prezzi calmierati per categorie considerate più fragili nel mercato abitativo.
L’agevolazione fiscale si applica in particolare ai contratti stipulati con giovani under 35 e con genitori separati o divorziati non assegnatari della casa coniugale, due gruppi che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso a un’abitazione dignitosa.
La misura si inserisce in una strategia più ampia che punta a colmare il divario tra edilizia pubblica insufficiente e mercato privato spesso inaccessibile. In Italia, infatti, l’offerta di edilizia residenziale pubblica è limitata e molte famiglie con redditi medi o medio-bassi restano escluse sia dalle case popolari sia dal mercato libero.
Gli under 35 rappresentano una fascia particolarmente colpita dalla precarietà lavorativa e dall’alto costo degli affitti. Allo stesso modo, i genitori separati o divorziati devono spesso sostenere nuove spese abitative, oltre agli obblighi di mantenimento, trovandosi in condizioni economiche più fragili.
Il costo stimato della misura si aggira intorno agli 8 milioni di euro annui a partire dal 2026, con possibili coperture attraverso il Fondo per interventi strutturali di politica economica. L’obiettivo è rafforzare il sistema del canone concordato, che prevede un equilibrio tra affitti ridotti e vantaggi fiscali per i proprietari.
Tuttavia, in Italia questo modello non ha ancora raggiunto una diffusione capillare, limitandosi soprattutto ai grandi centri urbani. Le nuove proposte, inclusa la destinazione di una quota dell’edilizia pubblica agli over 65, puntano a rendere il sistema abitativo più inclusivo e rispondere alla crescente domanda di alloggi per le fasce più vulnerabili.