(Foto Ansa)
Le ondate di calore estreme potrebbero trasformarsi in futuro in fenomeni ancora più intensi e persistenti, capaci di innescare un circolo vizioso di riscaldamento. È il rischio delle cosiddette megaondate di calore, al centro di uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances e condotto da ricercatori dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico (Pik), in collaborazione con l’Istituto internazionale per l’analisi dei sistemi applicati (Iiasa), in Austria.
La ricerca ha individuato un meccanismo fisico di autoalimentazione che coinvolge temperatura, umidità del suolo e pressione atmosferica. Quando si instaurano condizioni di alta pressione, gli anticicloni favoriscono l’arrivo di una maggiore quantità di radiazione solare sulla superficie terrestre, provocando un aumento delle temperature. Il calore, a sua volta, asciuga progressivamente il terreno, riducendone la capacità di raffreddarsi attraverso l’evaporazione e alimentando così un ulteriore riscaldamento.
Superata una determinata soglia termica, questi tre fattori iniziano a rafforzarsi reciprocamente. In Europa il limite è stato individuato intorno ai 29 gradi. Il cambiamento climatico rende sempre più probabile il suo superamento: nell’Europa centrale, la probabilità di oltrepassare questa soglia è passata dal 6% nel periodo 1979-1983 al 23% tra il 2018 e il 2022. “Potremmo affrontare in futuro rischi più gravi di quelli previsti”, avverte Kai Kornhuber, coautore dello studio. Le aree più esposte sono quelle delle medie latitudini, Europa compresa.