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La Commissione europea frena sulla richiesta italiana di maggiore flessibilità sui conti pubblici alla luce dell’elevato livello dell’inflazione. “Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri”, ha detto la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho, rispondendo a una domanda sulla richiesta avanzata dall’Italia.
Bruxelles, tuttavia, non ha ancora ricevuto formalmente la lettera inviata dalla premier Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. “Non abbiamo ancora ricevuto la lettera”, ha precisato il portavoce della Commissione Balazs Udjvari, ricordando al contempo gli strumenti di flessibilità già messi a disposizione degli Stati membri. Tra questi figura la clausola nazionale di salvaguardia, estesa anche alle spese legate all’energia oltre che agli investimenti nel settore della difesa.
“Altro che letterina, Giorgia Meloni dovrebbe mettere nella buca delle lettere una letterona con doppio destinatario: Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea, e Palazzo Chigi perché la causa del caro energia, dell’inflazione alle stelle e dell’impossibilità di trovare risposte adeguate a queste emergenze sono tutte da ricercare negli uffici di Meloni e von der Leyen”, afferma l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà, commentando la lettera inviata dalla premier a von der Leyen.
“Non è con la flessibilità che si risolvono i problemi strutturali del nostro Paese, serve piuttosto un Recovery fund per l’energia che metta risorse vere per l’efficientamento energetico e le rinnovabili”, aggiunge Pedullà.
“Anziché allearsi con il premier ceco Babis che a Bruxelles conta come il due di picche, Meloni faccia il giro delle capitali europee come aveva fatto nel 2020 Giuseppe Conte e vediamo se riuscirà a convincere i leader per un nuovo Next Generation Eu. Con i diversivi di massa non si risolvono i problemi degli italiani”, conclude l’esponente del Movimento 5 Stelle.