(Foto Ansa)
L’accelerazione dei prezzi dell’energia torna a spingere verso l’alto l’inflazione, con effetti evidenti in Europa e in Italia. A settembre 2026, il tasso medio nell’area Ocse ha raggiunto il 4,5%, in aumento rispetto al 4,3% registrato ad agosto. Ancora più marcata la crescita nel nostro Paese, dove l’inflazione è passata dal 3,3% al 4,2% in un solo mese. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dall’organizzazione internazionale con sede a Parigi.
A determinare l’accelerazione è stato soprattutto il comparto energetico. “I prezzi dell’energia hanno rappresentato il principale motore dell’accelerazione dell’inflazione nell’area Ocse”, sottolinea l’organismo, precisando che l’inflazione energetica è salita al 17,4% a settembre, dal 13,6% di agosto. Nel G7, l’inflazione complessiva è passata dal 3,1% al 3,5%, aumentando in tutti i Paesi, tranne il Canada. Il rincaro dell’energia ha contribuito per almeno la metà all’incremento registrato in Germania, Stati Uniti, Francia, Italia e Regno Unito.
La stessa tendenza si è manifestata nell’area euro, dove l’inflazione è salita al 3,8% dal 3,2% di agosto. Qui i prezzi energetici hanno registrato un’impennata del 18,9%, mentre l’inflazione alimentare è cresciuta appena dello 0,2% e quella di fondo è rimasta sostanzialmente stabile.
A settembre, inoltre, i prezzi medi nell’area Ocse erano superiori di oltre il 40% rispetto al dicembre 2019. Gli alimentari costavano quasi il 50% in più e l’energia circa il 70% in più.