Isee tra 35.000 e 40.000 euro: quali bonus restano attivi nel 2026 (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Un Isee compreso tra 35.000 e 40.000 euro viene spesso percepito come una soglia “alta” che esclude automaticamente dalle principali misure di sostegno economico. In realtà, nel 2026 non è così. Pur riducendosi gli importi e, in alcuni casi, le possibilità di accesso, diverse agevolazioni restano comunque disponibili anche per queste famiglie.
Il principio generale è che molte prestazioni non vengono negate al superamento di una soglia media-alta, ma semplicemente rimodulate nell’importo. Questo significa che chi rientra in questa fascia può ancora beneficiare di contributi economici, anche se inferiori rispetto a quelli riconosciuti ai nuclei con Isee più basso.
Per questo motivo è importante conoscere nel dettaglio quali bonus restano attivi, evitando di rinunciare a priori a misure che possono comunque alleggerire il bilancio familiare.
Tra le principali misure ancora accessibili c’è l’Assegno unico, che non viene escluso in base all’Isee ma varia esclusivamente nell’importo. Con un Isee intorno ai 35.000 euro, la quota per un figlio minorenne è pari a circa 115,90 euro mensili, mentre scende a circa 90,90 euro per chi si avvicina ai 40.000 euro.
Per i figli maggiorenni (18-20 anni), l’importo passa da circa 56,90 a 44,60 euro. A queste somme si aggiungono eventuali maggiorazioni, come quelle per il secondo percettore di reddito o per i figli successivi al primo, che diminuiscono progressivamente all’aumentare dell’Isee ma restano comunque attive.
Sono previste anche ulteriori integrazioni per i bambini sotto l’anno di età o, nei nuclei numerosi, fino ai 3 anni, rendendo questa misura ancora significativa anche per le famiglie nella fascia considerata.
Un’altra agevolazione importante è il bonus nido, destinato alle famiglie con figli sotto i 3 anni iscritti all’asilo. Con un Isee tra 35.000 e 40.000 euro, il rimborso massimo è pari a 2.500 euro annui, circa 227 euro al mese per 11 mensilità.
Per i figli successivi al primo, nati dal 2024 in poi, l’importo può salire fino a 3.100 euro annui. Oltre la soglia dei 40.000 euro, invece, il contributo scende sensibilmente a 1.500 euro, senza maggiorazioni.
Resta inoltre accessibile il bonus nuovi nati, pari a 1.000 euro una tantum per ogni bambino nato, adottato o affidato nel 2026. Il limite Isee è fissato a 40.000 euro e il contributo è compatibile con altre prestazioni familiari, incluso l’assegno unico.
Nel 2026 continua anche il bonus psicologo, accessibile con Isee fino a 50.000 euro. Per la fascia tra 30.000 e 50.000 euro, quindi inclusa quella tra 35.000 e 40.000, il contributo massimo è di 500 euro, utilizzabile fino a 50 euro per seduta.
L’accesso non è automatico: l’Inps stila graduatorie dando priorità agli Isee più bassi e, a parità, all’ordine di domanda. Il bonus deve poi essere utilizzato entro tempi precisi, con una prima seduta entro 60 giorni e un termine complessivo di 270 giorni.
Diverso il discorso per l’esenzione dal ticket sanitario, che non dipende dall’Isee ma dal reddito familiare complessivo. Questo significa che anche con un Isee tra 35.000 e 40.000 euro non si è automaticamente esclusi, ma nemmeno automaticamente inclusi.
Nel 2026, ad esempio, l’esenzione spetta a bambini sotto i 6 anni e over 65 con reddito familiare inferiore a circa 36.151 euro, oltre ad altre categorie come disoccupati, pensionati minimi e titolari di pensione sociale, con soglie specifiche.
In sintesi, un Isee medio-alto riduce i vantaggi economici ma non li azzera: conoscere le regole permette di non perdere opportunità ancora disponibili.