Economia

La Pagella Ue all’Italia: migliorano inclusione e ambiente, male occupazione, istruzione e parità di genere

La Ue ha fatto la pagella all’Italia. I voti arrivano dal Lussemburgo, sede storica di Eurostat, l’ufficio statistico della Ue che ha il compito principale di raccogliere ed elaborare i dati statistici ufficiali dei suoi Stati membri. In sintesi: l’Italia ha fatto progressi su equità e occupazione ma molto resta da fare. Le singole voci.

Povertà e inclusione sociale

l’Italia si colloca tra i Paesi con una quota significativa di popolazione a rischio povertà o esclusione sociale: Eurostat ha verificato che 14,2 milioni di abitanti, cioè il 24% della popolazione, vivono nella criticità. E’ vero che negli ultimi anni c’è stato un leggero miglioramento ma  la riduzione è stata più lenta rispetto alla media Ue. Ci sono ancora famiglie, giovani e nuclei a basso reddito.

Istruzione e digitale

L’Italia è tra i Paesi con le percentuali più basse di laureati nella fascia 25-34 anni; dato che preoccupa. La media UE è del 44,8% con punte oltre il 60% in Irlanda e in Lussemburgo.

Lavoro e crescita economica

Il tasso di occupazione in Italia resta sotto la media UE e la crescita del Pil procapite è ancora modesta al pari di Irlanda, Croazia e Polonia.

Parità di genere

l’Italia presenta uno dei divari di genere più elevati d’Europa nel lavoro. La presenza femminile nei ruoli di leadership, pur in crescita, resta sotto al media europea.

Innovazione e ricerca

Anche qui siamo sotto alla media europea e lontano dal target del 3% fissato per il 2030.

Ambiente e risorse

Buoni risultati nella crescita delle energie rinnovabili e della riduzione delle emissioni procapite rispetto a grandi economie extra-Ue.

Governance e istituzioni

Sul fronte della percezione della corruzione e dell’efficienza della Giustizia, l’Italia si colloca nella parte bassa della classifica Ue con margini di miglioramento rispetto ai Paesi del nord Europa.

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Enrico Pirondini