Economia

L’autonomia energetica dipende da noi. Pesano gli errori del passato. Ora si corre ai ripari

Mettiamola così: l’autonomia energetica dipende da noi. L’Italia importa circa due terzi dell’energia che consuma, ma per anni non se ne è preoccupata più di tanto. Ora che il Medio Oriente è in fiamme, ora che le arterie di gas e petrolio fanno le bizze, ora che i costi energetici stanno mettendo a rischio interi settori mentre gli speculatori gongolano provocando, ad esempio, l’impennata del carburante; ora che la crisi petrolifera sta seminando panico e catastrofismo è scattato l’allarme, è salita la soglia di attenzione e ci si accorge quanto pesino gli errori del passato. Per carità, non è che tutti se ne stiano con le mani in mano.

L’Eni va continuamente in giro per il mondo a “fare benzina”; sulle rinnovabili siamo all’avanguardia, le trivellazioni a caccia di giacimenti minerari sono riprese con buona pace delle anime belle del green. Bene. Ora si invocano “interventi strutturali”, si chiude la stalla ma i buoi sono già scappati, non si nascondono preoccupazioni e tensioni. Domanda: ma doveva esserci prima la pandemia e poi le due guerre per capire (e provvedere) le necessità di un Paese “energivoro” come l’Italia?

Hormuz, un cappio al collo

Lo stretto di Hormuz, oggi minato dai pasdaran, uno stretto cruciale per il commercio del petrolio, ha come risultato di impennare il carburante che costa alle pompe una fortuna. Il boom dell’ultima settimana è stato per l’Italia un cappio al collo per le imprese e le famiglie. Ciò ha fatto scattare la vigilanza del Governo ma, in parallelo, è rispuntata la polemica sulla necessità di investire per accendere il nuovo nucleare, invece che spegnere il vecchio, peraltro mai attivato, diversificando fonti e rotte dell’approvvigionamento. Ora, come dice Gabriele Canè  “possiamo dare a chi ci pare la colpa di quanto sta accadendo: all’imperialismo americano, alla barbarie degli Ayatollah . Poi guardiamoci in casa, ai referendum sul nucleare, ai mille stop di comitati vari. Risultato: di risorse in Italia ne abbiamo poche, e l’emergenza questa volta viene dal Golfo. I rimedi però dipendono soprattutto da noi”.

Italia impegnata a triplicare la capacità nucleare

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichietto Fratin ha annunciato in settimana al vertice sulla energia nucleare di Parigi, che Roma e’ della partita. Ha spiegato: “L’Italia ha deciso di aderire all’impegno per triplicare la capacità nucleare globale con l’obiettivo di arrivare ad avere un mix energetico sicuro, de- carbonizzato e competitivo, capace di integrare tutte le fonti sostenibili in una logica di neutralità tecnologica”. Già avviati contatti per acquisire reattori veloci raffreddati al piombo. Gioielli di terza generazione.

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Enrico Pirondini