Economia

L’Ue discute la tassa sugli extraprofitti. Germania: “Agire ora”. La Francia frena

Il tema della tassazione degli extraprofitti delle società energetiche torna al centro del confronto europeo, mentre il caro energia continua a pesare su famiglie e imprese. Al vertice di Dublino, il ministro delle Finanze irlandese Simon Harris, alla presidenza di turno del Consiglio Ue, ha annunciato che potrebbe chiedere alla Commissione europea di tornare sulla questione in occasione dell’Ecofin formale di ottobre in Lussemburgo. “Probabilmente chiederò alla Commissione europea di tornare sulla questione con alcune ulteriori riflessioni all’Ecofin formale di ottobre in Lussemburgo”, ha detto Harris, spiegando che sul tema “ci sono opinioni diverse nei diversi Stati membri”.

Harris ha chiarito di aver scelto di affrontare la questione durante il pranzo dell’Ecofin informale dopo la lettera inviata da sei ministri delle Finanze. “Credo sia stata la cosa prudente da fare”, ha detto. “Come sapete, secondo le regole europee, nelle riunioni informali non possono essere prese decisioni. Ma quello che le riunioni informali possono fare è fornire indicazioni politiche, opinioni e forse un orientamento alle istituzioni europee”. Il ministro ha aggiunto: “Senza voler anticipare la discussione di oggi, immagino che sarà un’opportunità per i ministri di esprimere alcune prime opinioni sulla loro posizione rispetto a una tassa sugli extraprofitti dell’energia”.

Sul tema, Harris ha osservato che “alcune compagnie stanno realizzando profitti straordinariamente alti, non in base all’iniziativa imprenditoriale o all’innovazione, ma solo perché beneficiarie della chiusura di Hormuz”. Ha inoltre sottolineato che “il più grande intervento economico che possiamo vedere in relazione ai prezzi dell’energia è la de-escalation in Medio Oriente e la riapertura dello Stretto”, che “avrebbe un impatto maggiore di qualsiasi intervento economico che un ministro delle Finanze, o anche tutti i ministri delle Finanze insieme, potrebbero adottare sui prezzi dell’energia”.

La Commissione, però, per ora non intende presentare una proposta europea. Il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha spiegato che la questione “è nelle mani degli Stati membri, che possono procedere e adottare decisioni sulla tassazione degli extraprofitti”. Bruxelles è “pronta a partecipare alla discussione” e “ad aiutare gli Stati a portare avanti questo approccio”.

La Germania chiede invece un intervento della Commissione. Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha detto: “La mia aspettativa molto chiara nei confronti della Commissione è che presenti ora opzioni concrete per una tassa sugli extraprofitti”. E ha aggiunto: “Non può ignorare la realtà quotidiana di milioni di persone nel nostro continente. La vita è diventata più cara. I prezzi degli alimenti aumentano, gli affitti aumentano, i prezzi dell’energia aumentano”.

La Francia si mostra disponibile al confronto, ma contraria a una soluzione uniforme. Il ministro delle Finanze Roland Lescure ha affermato: “Riteniamo quindi che qualunque discussione avremo, qualunque lavoro venga fatto, debba tenere conto delle specificità di ciascun Paese”. E ancora: “Non è quello che ho detto” a proposito di un possibile scetticismo francese verso una soluzione europea. “Sono disposto a vedere che cosa proporrà la Commissione”, ha spiegato, ma la soluzione “deve essere su misura, perché ci troviamo di fronte a situazioni diverse”.

Il dibattito in Italia

In Italia, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sostenuto che “una valutazione di chi realizza profitti in una situazione così eccezionale deve essere fatta”. “Credo che il consenso si allargherà. Se diventerà maggioritario, anche la Commissione dovrà agire”, ha aggiunto.

La segretaria dem Elly Schlein ha chiesto al governo di intervenire anche a livello nazionale: “Finalmente anche in Ue si discute di tassare gli extraprofitti delle società energetiche per chiedere un contributo straordinario a chi si è arricchito anche durante la crisi di Hormuz, necessario per dare sollievo a tutte le altre imprese e famiglie in difficoltà con il prezzo dei carburanti e dell’energia alle stelle”.

Più cauto il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia – partito da sempre contrario alla definizione di “extraprofitto” – Antonio Tajani: “Credo che l’Italia debba coinvolgere le imprese perché aiutino le casse dello Stato, che diano il loro contributo, anche importante, come è stato fatto dalle banche lo scorso anno”. Tajani ha aggiunto: “Noi non ci opponiamo al fatto che le banche e le imprese energetiche diano un contributo. È il modo con il quale noi dobbiamo chiedere il contributo”.

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Gianluca Pace