Economia

Marito e moglie possono vivere in due case diverse? La risposta cambia tutto su Imu, Isee e tasse

Essere sposati non significa necessariamente dover vivere sotto lo stesso tetto. Per motivi di lavoro, esigenze familiari o semplicemente per organizzare diversamente la propria vita quotidiana, marito e moglie possono vivere stabilmente in due abitazioni differenti, anche situate in Comuni diversi. L’ordinamento italiano riconosce infatti questa possibilità, purché la scelta corrisponda a una situazione reale e non venga utilizzata come espediente per ottenere vantaggi fiscali indebiti.

La questione diventa particolarmente importante quando si parla di residenza, Imu, Tari e dichiarazione dei redditi.

Dichiarazione dei redditi e Tari

La presenza di due residenze non impedisce ai coniugi di presentare la dichiarazione dei redditi congiunta, a condizione che sussista ancora il vincolo matrimoniale e che entrambi siano nelle condizioni previste per utilizzare questa modalità. La separazione anagrafica, quindi, non modifica automaticamente il reddito della coppia, ma richiede l’indicazione corretta dei domicili fiscali.

Diverso è il discorso relativo alla Tari. Il numero degli occupanti dell’immobile e la superficie della casa incidono infatti sul calcolo della tassa sui rifiuti. Con due residenze effettive, ciascun coniuge viene considerato occupante della propria abitazione, con conseguente emissione di distinti avvisi di pagamento.

I controlli sulle residenze

Il punto fondamentale è che la residenza dichiarata deve corrispondere alla dimora abituale reale. I Comuni possono effettuare controlli per verificare che non si tratti di una semplice dichiarazione finalizzata a pagare meno tasse. Tra gli elementi che possono essere verificati rientrano anche i consumi di luce, acqua e gas.

Una residenza fittizia può comportare il recupero delle imposte non versate, oltre a sanzioni e interessi. Secondo quanto riportato dalla fonte, può inoltre configurarsi il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, previsto dall’articolo 483 del Codice penale.

L’Imu sulle due abitazioni

Una delle questioni più rilevanti riguarda l’Imu. In base alla sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, i coniugi che vivono in abitazioni diverse possono beneficiare dell’esenzione Imu per entrambe le case, purché ciascun immobile possa essere considerato abitazione principale.

Devono quindi essere presenti due requisiti fondamentali: la residenza anagrafica, cioè l’iscrizione ufficiale presso il Comune all’indirizzo dell’immobile, e la dimora abituale, ovvero il soggiorno effettivo nella casa per la maggior parte dell’anno. Anche in questo caso, dunque, non basta ciò che risulta sulla carta: la situazione dichiarata deve riflettere la vita quotidiana della coppia.

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Filippo Limoncelli