Nuove regole sul versamento del Tfr al fondo di tesoreria dell’Inps. E cambia l’adesione alla previdenza complementare (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Dal 1 gennaio 2026 cambiano le regole sul versamento del Trattamento di fine rapporto (Tfr) al Fondo di Tesoreria gestito dall’Inps. La novità è stata introdotta con la legge di Bilancio 2026, che ha modificato il sistema esistente dal 2006.
Le indicazioni operative sono arrivate con la circolare n.12 del 5 febbraio 2026 pubblicata dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
La riforma introduce un criterio dinamico basato sulla crescita delle aziende. In passato l’obbligo di versare il Tfr al Fondo di Tesoreria riguardava solo le imprese con almeno 50 dipendenti. Con le nuove regole, invece, il limite cambia nel tempo e viene calcolato sulla media dei lavoratori dell’anno precedente.
Le soglie stabilite dalla legge n.199/2025 sono le seguenti:
Periodo / Aziende obbligate al versamento Tfr all’Inps
Per il biennio 2026-2027 resta comunque valido il principio di continuità: le aziende con tra 50 e 60 dipendenti che già versavano il Tfr al Fondo Tesoreria continueranno a farlo, anche se la nuova soglia è stata temporaneamente alzata.
Per capire se scatta l’obbligo di versare il Tfr al Fondo Tesoreria dell’Inps bisogna calcolare la forza lavoro media dell’anno precedente.
Nel conteggio rientrano:
Questo sistema permette di valutare la dimensione reale dell’azienda e adeguare gli obblighi contributivi in base alla crescita dell’organico.
La riforma della legge di Bilancio 2026 introduce anche una modifica importante sulla scelta della destinazione del Tfr per i nuovi lavoratori.
Per chi verrà assunto dal 1 luglio 2026, il tempo per decidere dove destinare il Tfr scende da 180 a 60 giorni.
Le opzioni sono tre:
Se il lavoratore non esprime alcuna scelta entro i 60 giorni, scatta automaticamente il meccanismo del silenzio-assenso e il Tfr viene destinato a un fondo pensione.
Per incentivare questa scelta sono state introdotte due agevolazioni:
Molti lavoratori si chiedono se sia più sicuro lasciare il Tfr in azienda o versarlo all’Inps. In caso di fallimento dell’impresa, il Tfr versato al Fondo Tesoreria è completamente protetto, perché le somme sono già state trasferite all’istituto.
Se invece il Tfr resta in azienda, il lavoratore deve inserirsi nella procedura fallimentare per recuperarlo. Anche se interviene comunque il Fondo di Garanzia Inps, i tempi burocratici sono generalmente più lunghi.