Economia

Pacchi Temu e Shein, salta la tassa italiana da 2 euro: ma da questo mese nuovi rincari europei

Niente contributo italiano da 2 euro sui piccoli pacchi provenienti dai Paesi fuori dall’Unione europea. Il governo ha deciso di fare marcia indietro inserendo nella legge di Bilancio 2027 una disposizione che cancella il prelievo previsto per le spedizioni di valore non superiore a 150 euro. La misura, contenuta nell’articolo 30 della manovra, dovrà ora completare l’iter parlamentare.

La tassa era stata introdotta con la legge di Bilancio 2026 per coprire i costi amministrativi delle operazioni doganali, ma la sua applicazione era stata rinviata più volte. Con la nuova manovra arriva la proposta di abrogazione definitiva. Una decisione che comporta una rinuncia a 91,3 milioni di euro di entrate annue, secondo le stime aggiornate contenute nella relazione tecnica.

Temu, Shein e AliExpress: quali sono i nuovi costi dal 1° novembre

La cancellazione del contributo nazionale non significa che acquistare sulle piattaforme internazionali tornerà a essere senza costi aggiuntivi. Dal 1 novembre 2026 entrano infatti in vigore le nuove disposizioni europee, che prevedono due distinti prelievi sulle merci importate dai Paesi extra-Ue.

Nel dettaglio:

  • Dazio europeo di 3 euro: in vigore dal 1 luglio 2026 sulle spedizioni di valore non superiore a 150 euro. Si tratta di una misura temporanea, prevista fino a luglio 2028.
  • Commissione europea di gestione di 2 euro: applicata dal 1 novembre 2026 alle vendite a distanza di merci importate da Paesi extra-Ue, per finanziare i controlli doganali.

Il calcolo degli importi dipende dalla classificazione doganale dei prodotti. Un pacco contenente tre magliette appartenenti alla stessa categoria tariffaria può comportare 3 euro di dazio e 2 euro di commissione. Se invece la spedizione comprende prodotti appartenenti a categorie differenti, come una maglietta e un orologio, gli oneri possono arrivare complessivamente a 10 euro, oltre all’Iva.

I costi doganali sono a carico degli operatori individuati dalla normativa, comprese piattaforme e importatori, ma potrebbero essere trasferiti sui consumatori attraverso un aumento dei prezzi di vendita.

Resi, Iva e rincari: cosa cambia per i consumatori

La cancellazione della tassa italiana è stata accolta positivamente dal Codacons, che aveva contestato la sovrapposizione tra il contributo nazionale e i nuovi prelievi europei. Secondo l’associazione, senza l’intervento del governo, per una spedizione contenente un’unica categoria di prodotti si sarebbero potuti sommare 3 euro di dazio europeo, 2 euro di commissione Ue e altri 2 euro di tassa italiana, per un totale di 7 euro prima dell’Iva.

Anche Adusbef richiama l’attenzione sui costi per i consumatori, soprattutto in caso di restituzione della merce. Secondo l’associazione, la commissione di gestione viene applicata dal momento in cui la dogana accetta la dichiarazione e non è quindi rimborsabile nemmeno quando il cliente decide di effettuare un reso o la merce non viene svincolata. L’unica componente recuperabile, in presenza dei requisiti previsti, è l’Iva.

Il presidente di Adusbef, Antonio Tanza, sottolinea inoltre che i prelievi non si calcolano necessariamente sul singolo pacco, ma sulle categorie merceologiche contenute nella spedizione. Di conseguenza, la presenza di prodotti appartenenti a classificazioni doganali differenti può far aumentare ulteriormente il conto.

Per chi acquista su Temu, Shein e AliExpress, dunque, dal 2027 non ci sarà il contributo italiano aggiuntivo, ma resteranno i nuovi oneri europei. Il ritorno agli acquisti senza costi doganali, almeno per il momento, è quindi escluso.

Published by
Filippo Limoncelli