Economia

Patrimoni, il 10% più ricco detiene il 93,3% delle azioni quotate

Azioni, fondi comuni e assicurazioni sulla vita sono concentrati soprattutto nelle famiglie italiane più ricche. È quanto emerge da uno studio della Fondazione Fiba della First Cisl, secondo cui “la distribuzione delle singole attività finanziarie è fortemente sbilanciata”.

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Il 10% delle famiglie con i patrimoni più elevati possiede infatti il 43,4% dei depositi, il 76,7% dei titoli di debito, il 93,3% delle azioni quotate, l’82,5% delle quote di fondi comuni, il 76,9% delle assicurazioni del ramo vita e addirittura il 98,3% delle azioni non quotate e delle altre partecipazioni.

“La concentrazione è quindi particolarmente elevata proprio nelle forme di ricchezza finanziaria più direttamente collegate all’investimento e alla partecipazione ai mercati dei capitali”, sottolinea lo studio.

Un’altra caratteristica della ricchezza delle famiglie italiane è “la quota elevata di titoli di debito posseduti, che rappresentano il 54,8% del totale di quanto hanno in portafoglio le famiglie europee (515 miliardi di euro su 939,4)”.

Anche il patrimonio immobiliare mantiene un peso significativo. “Gli immobili hanno ancora un ruolo rilevante nella struttura del patrimonio delle famiglie italiane: il loro peso sulla composizione della ricchezza lorda è infatti del 46%, anche se nell’eurozona è pari al 56,9%”. Una situazione che si registra “nonostante l’andamento tutt’altro che brillante del mercato immobiliare”: ponendo a 100 i prezzi del 2015, nel 2025 quelli delle abitazioni italiane arrivano a 116,1, contro 153,7 nell’area euro.

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Gianluca Pace