Economia

Pensioni, doppia stangata dal 2027: aumenta l’età e diminuiscono gli importi

Dal 2027 andare in pensione richiederà più tempo e, a parità di età di uscita e contributi versati, l’assegno sarà leggermente più basso. Il prossimo anno entreranno infatti in vigore sia l’aumento dei requisiti pensionistici sia la revisione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo, i parametri utilizzati per calcolare l’importo della pensione.

Le nuove tabelle

La modifica dei coefficienti, prevista ogni due anni, comporterà una riduzione degli assegni. Secondo le nuove tabelle pubblicate dal ministero del Lavoro, il coefficiente per chi andrà in pensione a 67 anni scenderà dal 5,575 del biennio 2025-2026 al 5,514 del 2027-2028. Per chi uscirà a 68 anni, invece, passerà dal 5,753 al 5,707. Anche a 64 anni, età prevista per alcune forme di pensionamento anticipato, il parametro diminuirà da 5,086 a 5,009.

In pratica, a parità di montante contributivo, un coefficiente più basso si traduce in una pensione annua inferiore. Il meccanismo tiene conto delle rilevazioni demografiche, dell’aspettativa di vita e dell’andamento economico di lungo periodo, come spiegato nel decreto interministeriale anticipato dal Corriere della Sera.

Sul fronte dei requisiti, dal 2027 la pensione di vecchiaia sarà accessibile a 67 anni e un mese. Per la pensione anticipata serviranno invece 42 anni e un mese di contributi per gli uomini e 41 anni e undici mesi per le donne.

Dal 2028 è previsto un ulteriore aumento di due mesi: la vecchiaia salirà a 67 anni e tre mesi, mentre per l’anticipata saranno necessari 43 anni e un mese di contributi per gli uomini e 42 anni e un mese per le donne. A questi ultimi requisiti si aggiungeranno le finestre mobili, pari a tre mesi nel settore privato e cinque nel pubblico.

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Gianluca Pace