Economia

Pensioni, la Lega insiste per l’uscita anticipata a 64 anni. M5s all’attacco: “Il ricalcolo contributivo comporterebbe tagli oltre il 10%”

La riforma delle pensioni torna al centro dello scontro politico, con la proposta della Lega di introdurre un’uscita anticipata a 64 anni.

A spiegare l’intervento nei giorni scorsi è stato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che in un’intervista al Sole 24 Ore ha annunciato battaglia per ottenere maggiori risorse e più flessibilità in uscita.

Le parole di Duringon

“Daremo battaglia perché venga accolta la nostra proposta sull’uscita a 64 anni. La risorse possono bastare forse solo per il primo anno, ne servono di più per attuare la mini riforma delle pensioni. La partita è aperta: non bastano 850 milioni”, ha dichiarato. La proposta della Lega prevede di estendere l’uscita anticipata a 64 anni, già consentita ai lavoratori interamente nel sistema contributivo, anche a quelli del sistema misto. In alternativa, Durigon propone “una nuova Quota 100 con uscita a 64 anni e 36 anni di contributi, in entrambi i casi con il ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico”.

Il sottosegretario ha spiegato che la misura servirebbe anche a favorire il ricambio generazionale: “C’è bisogno di ricambio generazionale di fronte alla sfida dell’IA e lotteremo in Parlamento per avere più risorse e più flessibilità in uscita”.

La proposta ha però provocato la reazione delle opposizioni. La senatrice e vicepresidente del Senato del Movimento 5 Stelle Mariolina Castellone ha accusato Matteo Salvini di mentire sulle penalizzazioni previste. Secondo l’esponente pentastellata, il ricalcolo contributivo comporterebbe una riduzione superiore al 10% dell’assegno. “Risultato: un taglio di oltre il 10% mensile dell’importo. Ad esempio, per retribuzioni finali di 35mila annui si scenderebbe da 1.726 euro a 1.543 euro, 183 euro in meno al mese. Salvini, la cui credibilità è ormai sotto zero, smetta di prendere in giro gli italiani”, ha dichiarato.

L’allarme dell’Ania

Intanto, il presidente dell’Ania – Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici – Giovanni Liverani ha lanciato un avvertimento sulle prospettive della previdenza italiana. “Il sistema pensionistico italiano rischia di trasformarsi in una bomba a orologeria destinata a esplodere nell’arco dei prossimi 5, 10, 15 anni al massimo, con il pericolo di un aumento della povertà tra gli anziani”, ha dichiarato all’Insurance Summit 2026 del Sole 24 Ore.

Tra le cause indicate ci sono “il calo delle nascite, l’indebolimento della solidarietà intergenerazionale e i bassi redditi dei giovani, che non consentono di risparmiare per il futuro”. Liverani ha inoltre ricordato che già oggi chi va in pensione subisce una riduzione del reddito di circa il 30%, destinata a salire al 40-50% in prospettiva. Da qui la richiesta di rafforzare la previdenza integrativa, alla quale aderisce soltanto il 38-40% dei lavoratori.

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Francesca Ripoli