Perché i prezzi di benzina e gasolio continuano a salire e perché alcuni distributori hanno esaurito il carburante (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Oggi, lunedì 30 marzo, il Codacons segnala assestamenti al rialzo per i listini dei carburanti, con il gasolio che raggiunge un prezzo medio di 2,059 euro al litro, mentre la benzina sale a 1,750 euro/litro. I dati sono calcolati rielaborando quelli regionali foriniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Rispetto alla scorsa settimana ci sono dei rincari che vedono il gasolio toccare il prezzo medio più alto a Bolzano con 2,094 euro al litro, seguita da Trento (2,076 euro al litro), Valle d’Aosta (2,075 euro al litro) e Molise (2,072 euro al litro). La benzina più cara è venduta in Basilicata con una media di 1,779 euro al litro, seguita da Bolzano (1,775 euro al litro), Sicilia (1,769 euro al litro), Calabria (1,767 euro al litro). Sulle autostrade il diesel costa oggi 2,118 euro al litro, la benzina 1,813 euro.
Il 7 aprile intanto, segnala l’associazione, scadrà il taglio delle accise disposto dal Governo: una misura che, se non rinnovata, alla sua scadenza “farà schizzare immediatamente il prezzo medio del gasolio sopra la media dei 2,3 euro al litro sulla rete ordinaria, la benzina a 1,99 euro, con immensi danni per le tasche degli italiani”.
Ci sono svariati fattori che stanno influendo verso l’alto i prezzi. Tra questi:
Al di là dei costi, siamo davvero davanti al rischio che le scorte si eusariscano? Se lo ì chiesto l’Unione Nazionale Consumatori che ha rilevato il fatto che svariati benzinai hanno segnalato con dei cartelli di aver terminato sia la benzina sia il diesel non potendo così soddisfare la domanda dei cittadini. È una sensazione di emergenza e di affanno che però, a differenza da quello che si potrebbe credere, non dipende direttamente da quello che sta succedendo in Medio Oriente. L’aver esaurito le scorte ha infatti a che fare con il taglio delle accise disposto dal governo di Giorgia Meloni lo scorso 19 marzo. Molti automobilisti, complice la sforbiciata di circa 25 centesimi sulle accise dei carburanti, si sono riversati in massa a fare rifornimento dai distributori scegliendo quelli con i prezzi più bassi rispetto agli altri. Il risultato è che in alcuni posti le scorte immediatamente disponibili sono finite rapidamente.