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Piazza Affari ha chiuso in forte calo, in una giornata negativa per tutti i principali listini europei, penalizzati dalle tensioni sul mercato obbligazionario, dal nuovo rialzo del petrolio e dalle incertezze legate alla crisi geopolitica in Medio Oriente. Il Ftse Mib ha ceduto il 2,51%, scendendo sotto la soglia dei 50mila punti per la prima volta dall’inizio di giugno e chiudendo a 49.972 punti. Tra le altre Borse europee, Francoforte ha perso l’1,35%, Parigi l’1,22% e Londra lo 0,79%.
A pesare sui mercati sono soprattutto l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, il Brent tornato sopra i 100 dollari al barile e un’inflazione superiore alle attese. Una combinazione di fattori che alimenta i timori di un possibile rialzo dei tassi di interesse più rapido del previsto da parte delle Banche centrali.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 115,2 punti base. Il rendimento del decennale italiano è salito di 9,7 punti base, al 4,62%, mentre quello del Bund tedesco è sceso leggermente al 3,47%. Tra i principali bond europei ha fatto peggio la Francia, dove il rendimento dell’Oat decennale è aumentato di 11,9 punti base, al 4,86%, portando il differenziale con il Bund a 139,3 punti. Negli Stati Uniti, il rendimento dei Treasury decennali è ai massimi dal 2002. A pesare sono i timori per l’elevato debito pubblico, il caro petrolio e l’incertezza sulla durata della guerra in Iran.
A Piazza Affari le vendite hanno interessato quasi tutto il listino principale. Particolarmente pesanti i titoli tecnologici, con Technoprobe in calo del 6%, StMicroelectronics del 4,1% e Prysmian del 4,7%. Sotto pressione anche le banche, con UniCredit a -4,2% e Intesa Sanpaolo a -4%, in un comparto penalizzato, secondo gli analisti, dall’aumento dei rendimenti e dalle tensioni sul debito sovrano. In controtendenza Inwit, salita dell’1,9%, e Stellantis, che ha guadagnato l’1,4%. Recordati ha perso lo 0,2% dopo il rilancio dell’Opa da parte dei fondi Cvc e Gbl, che hanno portato il prezzo a 53 euro per azione. Fuori dal Ftse Mib, Ieg ha ceduto il 12,8% dopo il collocamento del 3,4% del capitale.
Sul mercato valutario l’euro è sceso a 1,1188 dollari, da 1,1265 della vigilia, dopo essere arrivato a un minimo di 17 mesi in area 1,1160. La moneta unica è scesa anche a 176,87 yen, mentre il dollaro è salito a 158,12 yen.
Ancora in rialzo le quotazioni dell’energia. Il gas ad Amsterdam è salito del 3,5%, a 78,4 euro al MWh. Il Brent con consegna dicembre è aumentato dell’1,3%, a 101,9 dollari al barile, mentre il Wti di novembre ha guadagnato lo 0,4%, a 89,8 dollari.