(Foto Ansa)
Piazza Affari chiude la seduta in forte ribasso, appesantita soprattutto dalle vendite sui titoli bancari e dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. Il Ftse Mib ha perso il 2,21% a 50.237 punti, risultando il peggiore tra i principali listini europei, davanti a Madrid (-2,17%). In calo anche Londra (-1,68%), Parigi (-1,62%), Amsterdam (-1,1%) e Francoforte, che ha limitato le perdite allo 0,9%.
A Milano le banche sono state al centro delle vendite: Mediolanum ha ceduto il 4,3%, Mediobanca il 4,23%, UniCredit il 4,07%, Intesa Sanpaolo il 4,02% e Banco Bpm il 3,6%. In controtendenza Fincantieri, salita del 2,7% sulle attese per una maggiore spesa europea nella Difesa, mentre Stm ha guadagnato lo 0,73%, sostenuta dalle previsioni positive della statunitense Micron Technology.
A pesare sui mercati sono soprattutto le tensioni sui titoli di Stato e i timori per l’inflazione globale, con gli operatori che ipotizzano tassi elevati più a lungo del previsto. Il rendimento del Btp decennale è salito al 4,69%, con lo spread rispetto al Bund a 118 punti base. Il Bund tedesco rende il 3,52%, mentre il decennale francese si porta al 4,92%.
Wall Street si muove in calo, con il Dow Jones a -0,33% e il Nasdaq a -0,17%. Sul valutario l’euro scende a 1,1255 dollari, ai minimi da maggio 2025. In rialzo il gas a 73,8 euro al MWh, mentre il Brent dicembre scende del 2% a 101 dollari.
Intanto, a Palazzo Chigi si è riunito il governo in vista del varo del Documento programmatico di finanza pubblica, che farà da cornice alla prossima legge di Bilancio. Al tavolo con Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.