Economia

Prezzi del diesel su, Eni mette un tetto ai prezzi dei suoi carburanti. E Trump prepara il blocco dell’export Usa

Il taglio delle tasse sul gasolio deciso dal governo si dimezza e l’Eni risponde annunciando un tetto ai prezzi dei suoi carburanti, per 30 giorni. Governo e consumatori plaudono alla decisione, ma intanto i camionisti di Assotir evocano lo sciopero per il caro-diesel. I ministri Urso e Pichetto hanno convocato i petrolieri per l’8 ottobre, per chiedere di aumentare la produzione delle raffinerie e far scendere i prezzi.

Il 16 settembre, il Consiglio dei ministri aveva prorogato il taglio delle accise e dell’Iva sul gasolio, ma lo aveva ridotto: da 17 centesimi al litro, era sceso a 12,2 centesimi dal 18 al 25 settembre, e a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. L’Unione nazionale consumatori calcola che “il gasolio salirà domani da 2,421 euro al litro a 2,482 in autostrada, mentre nella rete stradale passerà da 2,338 a 2,399 euro al litro, con un rincaro giornaliero del 2,6%”. “Per gli automobilisti si tratta di un aumento netto da 3 euro a pieno”, scrive il Codacons.

Trump vuole bloccare l’export del diesel per 90 giorni

La guerra in Iran e i bombardamenti alle raffinerie russe stanno ormai scatenando una vera e propria guerra legata al prezzo del diesel. E i prezzi di questo carburante sono saliti anche negli Usa con i cittadini di diversi Stati avvelenati specie in quelli rurali come Iowa e Tennessee. Per questa ragione l”amministrazione Trump starebbe preparando un piano per vietare l’export del diesel per 90 giorni, malgrado le divisioni interne e i contrasti con l’industria petrolifera, nel tentativo di raffreddare i prezzi dell’energia in vista delle elezioni di midterm. A scriverlo è Politico. Il divieto voluto da larga parte del Partito Repubblicano, il cui iter giuridico è ancora in definizione, sta incontrando l’opposizione dei produttori di carburante Usa che hanno avvertito che qualsiasi beneficio a breve termine sarebbe vanificato da prezzi del carburante più alti in futuro.

In media, negli Usa vengono prodotti circa cinque milioni di barili di gasolio al giorno. Poco meno di quattro vengono consumati con circa un milione di barili che approda quotidianamente sui mercati di esportazione. Negli Usa, attualmente il prezzo medio di un gallone di diesel si è attestato a 6,52 dollari, in aumento di 91 centesimi rispetto a un mese fa e di 2,83 dollari rispetto all’anno scorso, secondo i dati forniti dall’American American Association (Aaa).

Trump, a margine di un incontro con il presidente ucraino Zelensky nel corso dell’Assemblea delle Nazioni Unite, ai giornalisti ha parlato del blocco dichiarando: “L’ho chiesto anch’io. Ho detto: non esportiamo il diesel. Ne produciamo in grandi quantità. Una misura del genere potrebbe avere un certo impatto sulla benzina per auto”.

Prezzi giù per poco tempo, poi di nuovo su

Il blocco delle esportazioni non avrebbe però benefici se non a breve termine. Il National Petroleum Council del Dipartimento dell’Energia ha spiegato infatti che un divieto all’esportazione dei prodotti raffinati Usa probabilmente porterebbe a prezzi più elevati per i consumatori e a una minore offerta. Inizialmente, potrebbe far scendere i prezzi interni nelle regioni esportatrici come la costa statunitense del Golfo, dato che le raffinerie non sarebbero in grado di operare a pieno regime a causa dei limitati sbocchi commerciali. Ma poi finirebbe lì: “I prezzi e i margini incentivano le raffinerie a produrre ai massimi regimi. Un divieto di esportazione ridurrebbe probabilmente il tasso di utilizzo degli impianti di raffinazione nazionali e, di conseguenza, la produzione di derivati, contraendo l’offerta globale e verosimilmente provocando un rialzo dei prezzi a livello mondiale”.

Published by
Lorenzo Briotti