(Foto Ansa)
Fa discutere la sentenza storica che ha portato al patteggiamento Meta (Facebook, Instagram, Whatsapp, Oculus) e 47 Stati Usa che hanno chiuso il processo sulla dipendenza da social degli adolescenti. L’azienda pagherà fino a 17 miliardi di dollari senza ammettere la propria responsabilità diretta.
Non solo: oltre ai pagamenti, Meta dovrà modificare le sue app per i più giovani introducendo limiti giornalieri di uso, blocchi notturni, maggiore verifica della età, strumenti di controllo per i genitori e riduzioni di funzioni che spingono all’uso eccessivo.
Tutto sommato è andata bene a Mark Zuckerberg, 42 anni, presidente e a.d del colosso californiano Meta Platform (circa 70 mila dipendenti , un fatturato intorno ai 170 miliardi). Inizialmente la “multa” era di 200 miliardi. Zuckerberg ha accettato le sanzioni previste dalle leggi federali statunitensi sulla privacy dei minori e le leggi statali sulla tutela dei consumatori. Non ha fatto una piega. Ha incassato il monito del procuratore generale della California (“Per anni avete intenzionalmente ingannato l’opinione pubblica e causato gravi danni alla salute mentale dei giovani”). Il monito ha raggiunto l’Europa che ha cominciato il pressing su Meta.
Anche Bruxelles ha chiesto garanzie a Zuckerberg. Il portavoce della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, Thomas Regnier, è stato tranciante: “Meta ha violato il Digital Services Act”. In altre parole: il colosso californiano non ha rispettato il regolamento europeo che stabilisce un quadro giuridico completo per la responsabilità dei servizi digitali, la moderazione dei contenuti, la trasparenza delle piattaforme in tutta l’Unione Europea.
Ergo, Meta si deve impegnare a proteggere concretamente i nostri minori online. Anche Telefono Azzurro, la Onlus italiana che difende i diritti dell’infanzia con 500 volontari ed è attiva dal 1987,si è prontamente accodata alla UE lanciando l’allarme. In sintesi: i social alterano lo sviluppo, i ragazzi perdono empatia. Sono in aumento i casi di depressione.
Anche Papa Leone ha messo in guardia dall’uso sbagliato della Intelligenza artificiale. Può essere un pericolo concreto.Ne ha parlato nella sua prima enciclica intitolata “Magnifica Humanitas” lanciando l’appello a custodire “una magnifica umanità abitata da Dio promuovendo verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace. Nell’era digitale occorre disarmare l’IA e superare la teoria della guerra giusta, rilanciando dialogo e multilateralismo”.
La stessa preoccupazione giorni fa è stata manifestata dal New York Times. Ha scritto l’autorevole quotidiano, citando una ricerca del MIT (l’Università americana di Cambridge, Massachusetts) che siamo in presenza di una intera generazione abituata a lasciare che sia l’intelligenza artificiale a leggere e ragionare al posto suo. Il test promosso dal MIT su un gruppo di studenti ha evidenziato tutti i rischi legati all’uso distorto della IA. Se il cittadino non riconosce una manipolazione , è in pericolo la sicurezza stessa di una democrazia.