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Il Reddito di Libertà, il contributo economico destinato alle donne vittime di violenza in condizioni di difficoltà, viene rafforzato a partire dal 2026. La misura, ormai strutturale, prevede un incremento dell’importo mensile e un ampliamento delle risorse disponibili.
Secondo la circolare n. 44 del 09-04-2026 dell’INPS, il contributo passa da 500 a 530 euro mensili, con un aumento di 30 euro. L’adeguamento riguarda sia le domande già accolte nel 2025 sia quelle presentate nel 2026, con eventuali integrazioni automatiche nei limiti dei fondi disponibili.
L’aumento del Reddito di Libertà comporta un incremento annuo significativo per le beneficiarie. L’importo mensile di 530 euro corrisponde a 6.360 euro all’anno, cioè 360 euro in più rispetto al passato.
Il contributo può essere riconosciuto per un massimo di 12 mensilità e viene erogato dall’INPS in un’unica soluzione. L’obiettivo è garantire un sostegno economico stabile e favorire percorsi concreti di autonomia per le donne in uscita da situazioni di violenza.
Il beneficio è rivolto a donne vittime di violenza seguite da centri antiviolenza o dai servizi sociali territoriali. Per accedere alla misura è necessario trovarsi in una condizione di povertà o grave difficoltà economica e avere avviato un percorso di fuoriuscita dalla violenza.
La finalità principale è quella di sostenere l’indipendenza economica, elemento fondamentale per permettere alle beneficiarie di ricostruire una vita autonoma e sicura. Il supporto economico si integra con i percorsi sociali e psicologici già attivi sul territorio.
La domanda non viene presentata direttamente all’INPS dalla cittadina, ma passa attraverso i Comuni di residenza. È necessario compilare il modulo “SR208 – Domanda Reddito di Libertà”, che viene poi verificato dai servizi sociali.
Il Comune accerta la condizione di bisogno e la presa in carico da parte di un centro antiviolenza, quindi trasmette la richiesta tramite il portale INPS con identità digitale (SPID, CIE o CNS). Le domande sono valutate in ordine cronologico e in base alle risorse disponibili.
Dal 2026 le richieste possono essere presentate dal 1° gennaio al 31 dicembre. Le domande respinte per mancanza di fondi non restano valide automaticamente e devono essere ripresentate l’anno successivo.
Per sostenere la misura, sono stati distribuiti fondi tra le Regioni italiane. Le risorse maggiori sono destinate a Lombardia (171.714 euro), Lazio (101.051 euro), Campania (99.889 euro), Sicilia (83.640 euro) e Veneto (83.153 euro).
Seguono Emilia-Romagna (76.368 euro), Piemonte (71.729 euro), Puglia (67.988 euro) e Toscana (62.544 euro). Le quote più basse riguardano invece regioni meno popolose come Molise (4.895 euro) e Valle d’Aosta (2.099 euro).