Economia

Ritorno al nucleare in Italia dopo 40 anni, libertà energetica e garanzie green. I segreti delle nuove centrali

Ritorno al nucleare. Dopo 40 anni l’Italia ha sdoganato l’atomo. Il Senato mercoledì 23 settembre ha dato il via definitivo e fra 7/8 anni avremo le prime centrali di nuova generazione. Entro dicembre avremo i decreti attuativi. Si parte. Previsto l’impiego delle tecnologie più avanzate. Oggi, assicurano gli esperti, siamo anni luce di distanza dai reattori degli anni Settanta.

La svolta è destinata ad avere un forte impatto sulla bolletta. In altre parole il prezzo della elettricità sarà meno esposto alla volatilità del gas e altre commodity. L’Italia, che paga già le rinnovabili in bolletta, col nucleare avrà un doppio beneficio potenziale: meni esposizione al gas e maggiore produzione programmabile. Ergo, smetteremo di pagare il nucleare di altri Paesi tramite le quote importate. Certo, siamo all’alba di un maxi progetto assai costoso. Ma anche il referendum abrogativo ci è costato miliardi. E’ il caso di ricordare che in Italia l’energia costa, dice Chicco Testa, il 30-40% in più rispetto alla Francia e a molti altri paesi europei. Detto ciò, è utile sapere alcune cose.

I segreti del nuovo nucleare

Sono diversi i segreti del nuovo nucleare. Ecco i più importanti da conoscere:

  • Il combustibile. L’uranio, il combustibile neutro reattori nucleari, è reperibile in Europa.
  • Le scorie nucleari. Non saranno un rifiuto da stoccare e diventeranno un nuovo combustibile riutilizzabile.
  • Atomo e Co2. Tranquilli, le centrali nucleari non emettono anidride carbonica durante la produzione di elettricità ma solo basse emissioni indirette.
  • Posti di lavoro. Si stima che la filiera in Italia possa attivare fino a 46-50 miliardi e generare 110 mila posti di lavoro. In un Paese in cui 9 milioni di persone non pagano un euro al Fisco e tre su dieci versano l’80% delle tasse, l’arrivo del nucleare apre nuovi orizzonti sulla strada dell’Irpef.
  • La rete. D’accordo, il nucleare è programmabile ma la rete dovrà essere adeguata. Serviranno connessioni, capacità di trasmissione e sistemi capaci di gestire in maniera efficiente un mix sempre più diversificato.
  • Non solo energia. L’energia nucleare può fornire elettricità stabile, ma alcune tecnologie possono essere utilizzate anche per produrre calore. Una buona notizia per i processi industriali ad alta intensità energetica.
  • I nuovi reattori. Piccoli, modulari, più flessibili e basati sulla fissione. Sono mini reattori ad acqua considerati, funzionali, trasportabili e sicuri.
  • Sicurezza. Non avere il nucleare non mette l’Italia più al sicuro. Gli impianti francesi, peraltro datati, sono a pochi chilometri dai nostri confini. I nuovi progetti incorporano sistemi di sicurezza passivi che spengono e raffreddano il reattore senza bisogno di corrente elettrica o intervento umano.
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Enrico Pirondini