Rottamazione cartelle 2026: debiti esclusi, alternative comunali e agevolazioni per i contribuenti (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Molti contribuenti stanno inviando richieste per la Rottamazione cartelle esattoriali, ma non tutti i debiti possono essere inclusi nella sanatoria. Cartelle più recenti al 31 dicembre 2023, debiti legati ad aiuti di Stato da restituire e sanzioni penali non rientrano nella rottamazione. Anche le entrate locali gestite dagli enti comunali sono escluse se già affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione. In questi casi, i contribuenti devono ricorrere a rateizzazioni ordinarie o verificare altre agevolazioni disponibili.
I Comuni possono offrire proprie soluzioni agevolate per i tributi locali, come IMU, TARI e multe. La differenza principale è che la rottamazione comunale riguarda solo i tributi gestiti direttamente dall’ente o affidati ad altri agenti della riscossione, mentre le cartelle già al concessionario nazionale rimangono sotto la sua gestione. Il vincolo per gli enti locali è lasciare intatta la quota capitale del tributo, ma possono abbattere interessi di mora, sanzioni e spese accessorie.
Le sanatorie comunali possono riguardare IMU, TARI, TASI, rette degli asili nido, contributi per mensa scolastica e multe dei Vigili Urbani. Tuttavia, restano escluse le imposte come addizionali comunali e regionali IRPEF, IRAP e altre imposte sulle attività produttive. Ogni amministrazione locale decide autonomamente quali agevolazioni attivare e in che misura.
L’IFEL fornisce indicazioni operative agli enti locali per gestire le definizioni agevolate. Ogni Comune stabilisce quali interessi cancellare, quali sanzioni eliminare e le modalità di pagamento. Per chi non riesce a sanare tutto con la rottamazione quinquies nazionale, le iniziative comunali rappresentano quindi un’importante opportunità per ottenere la “pace fiscale” sui tributi locali.