Cartelle esattoriali: 9,6 mld spariti. Gente non paga rottamazione, effetto Salvini

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 giugno 2018 14:14 | Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2018 18:55
Equitalia Cartelle esattoriali: 9, 6 mld spariti. Gente non paga rottamazione, effetto Salvini

Cartelle esattoriali: 9, 6 mld spariti. Gente non paga rottamazione, effetto Salvini (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Cartelle esattoriali: 9,6 miliardi spariti. O meglio non pagati [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. C’erano una volta e ci sono ancora le cartelle esattoriali, insomma quella cosa maledetta che il Fisco ti manda quando devi pagare e non lo hai fatto. C’erano e ci sono ancora 31,3 miliardi di euro in cartelle esattoriali che erano andati in rottamazione. Rottamazione, cioè provvedimento dei governi precedenti per cui se pagavi il debito fiscale, multe, interessi e aggiunte varie non le pagavi più. Uno sconto sulle somme da pagare che, a seconda della anzianità del debito (il tempo della morosità) andava dal 15 abbondante fino a quasi 50 per cento della cartella stessa.

Infatti i 31,3 miliardi di crediti fiscali rottamati (di cui cioè i debitori avevano chiesto la rottamazione) dovevano diventare 17, 8 miliardi effettivamente pagati. Sconto rottamazione: la differenza tra 31,3 miliardi e 17,8 miliardi.

Ma finora sono stati pagati 6,5 miliardi e altri 1,7 miliardi sono in riscossione. Sei miliardi e mezzo più 1,7 fa 8,2 miliardi. I contribuenti hanno chiesto di rottamare 31,3 miliardi offrendosi di pagare 17,8 miliardi. Ne hanno sborsati 8,2. Poi si sono fermati. E, conti alla mano, mancano appunto 9,6 miliardi. Spariti. O meglio, rimasti nelle tasche di chi aveva deciso di pagare cartella rottamata.

Perché mai questa esitazione, questo aspettare a pagare? Perché mai fare domanda di rottamazione, ottenerne un sì e poi non procedere e tenersi i soldi in tasca? Eccolo il perché: si chiama effetto Salvini.

Salvini ministro degli Interni ma anche ministro un po’ di tutto ha annunciato al paese che cartelle esattoriali con debito fiscali fino a 100 mila euro vanno “chiuse”. Dicono sia la “pace fiscale” che “libera milioni di italiani ostaggi incolpevoli e fa loro tornare il sorriso”. Così ha detto, parola per parola, Salvini. E la gente si è fatta due conti, un po’ azzardati ma due conti.

Eccoli i conti: se pago la cartella rottamata pago con uno sconto medio del 20/30 per cento di quanto dovevo ad Agenzia delle Entrate. Ma se aspetto la “chiusura” delle cartelle esattoriali fino a 100 mila euro promessa dal super ministro Salvini lo sconto per fare “pace fiscale” con lo Stato sarà almeno del settanta per cento, forse di più. Perché una percentuale Salvini se l’è fatta scappare, si è fatto scappare un: mi dai il 15 per cento e siamo pari.

Quindi la gente che ha un debito (noto e accertato con Agenzia entrate) può pagare la cartella rottamata con sconto 20/30 per cento del dovuto oppure aspettare la chiusura Salvini con promesso sconto dell’85 per cento  (se va male 70 per cento). I 9, 6 miliardi spariti dall’incasso rottamazione sono la misura di quanti stanno scegliendo la seconda strada e il gettito della rottamazione diminuito della metà è il primo effetto Salvini in tema fiscale. Non lo sapeva Salvini che in tutto il mondo in tutte le epoche se prometti condono fiscale la prima cosa che la gente fa nella speranzosa attesa è smettere di pagare le tasse?