Economia

La Sardegna introduce il salario minimo regionale: soglia di 9 euro negli appalti pubblici

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato una nuova legge che introduce un salario minimo regionale pari a 9 euro l’ora, applicato ai contratti di appalto e alle concessioni pubbliche. La norma riguarda le attività affidate dalla Regione, dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società partecipate, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori impiegati nei settori più esposti al rischio di retribuzioni basse.

La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha definito il provvedimento un passo concreto per garantire dignità e qualità del lavoro, sottolineando come la misura intervenga soprattutto nei comparti ad alta intensità di manodopera. In questi ambiti, infatti, il costo del personale incide in modo significativo e spesso le logiche del massimo ribasso hanno penalizzato i lavoratori. La legge introduce quindi un principio chiaro: il lavoro deve essere adeguatamente retribuito e protetto.

Il testo è stato approvato con 27 voti favorevoli, mentre i 17 membri dell’opposizione si sono astenuti, segnando comunque un passaggio politico rilevante per l’isola.

Via libera al salario minimo regionale in Sardegna

Oltre alla definizione della soglia minima, la legge prevede anche strumenti di controllo per garantirne l’effettiva applicazione. In particolare, viene istituito un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, incaricato di vigilare sull’attuazione delle nuove disposizioni.

Questo organismo avrà il compito di elaborare report annuali sull’andamento dei costi della manodopera e sull’efficacia delle misure introdotte. Secondo Todde, non basta fissare regole: è fondamentale assicurarsi che vengano rispettate nel tempo. Il monitoraggio rappresenta quindi un elemento centrale per evitare abusi e garantire che il salario minimo non resti solo un principio formale.

Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio, seguendo esperienze già avviate in altre regioni italiane. Il primo firmatario della legge è il consigliere del Movimento 5 Stelle Alessandro Solinas, mentre il leader del partito Giuseppe Conte ha commentato con soddisfazione sui social, rivendicando il risultato raggiunto.

Il confronto con il quadro nazionale

L’iniziativa della Sardegna si aggiunge a quelle già adottate in regioni come Puglia e Toscana, contribuendo a colmare, almeno in parte, il vuoto normativo esistente a livello nazionale. L’Italia, infatti, è tra i pochi Paesi dell’Unione europea a non disporre ancora di una legge statale sul salario minimo.

Il tema è al centro del dibattito politico da tempo: alcune forze ne sostengono l’introduzione, mentre altre, in particolare nell’area di governo, si mostrano contrarie. Le normative regionali finora approvate, tuttavia, non introducono un salario minimo universale valido per tutti i lavoratori, ma si limitano a specifici ambiti, come appalti pubblici e concessioni.

La soglia fissata a 9 euro l’ora coincide con quella proposta a livello nazionale dalle opposizioni nel 2023. Quella proposta, dopo un lungo confronto parlamentare, è stata modificata e infine accantonata, lasciando aperta una questione che continua a coinvolgere migliaia di lavoratrici e lavoratori in tutta Italia.

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Filippo Limoncelli