Scene di lotta di classe a San Giovanni Rotondo: devoti di Padre Pio in calo, licenziati 38 sacristi (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Visite e offerte languono a San Giovanni Rotondo, i pellegrini disertano o sono tentati da un’agguerrita concorrenza: ora va di più sudare lungo i cammini dello spirito, Assisi al momento è trend topic.
E l’ultimo Santo, il Carlo Acutis che spopola in tv, inizia a fargli ombra: servirebbe un miracolo, Padre Pio però sembra piuttosto reticente (salvo appalesarsi giusto tra i titoli dell’edizione barese di Repubblica).
Il capo delle Risorse umane nel Santuario/azienda, non esattamente un pastore d’anime, è costretto a stringere i cordoni della borsa e prepara l’inevitabile ristrutturazione, cioè si prepara a fare quello che fanno tutti i manager in questi casi: taglia posti di lavoro.
I frati hanno annunciato 37 lettere di licenziamento sugli 89 effettivi stipendiati finora a 1400 euro al mese, innescando la più classica delle vertenze sindacali che si aggiunge alla lunga lista delle crisi sul tavolo del Ministro del Lavoro.
Mammona assiste prudente a questo conflitto sociale in odor di sacrestia ma i numeri parlano chiaro: 21% di calo dei visitatori, 24 negozi su 34 chiusi in viale Padre Pio, “quei lavoratori ci costano un milione di euro all’anno e noi per pagarli possiamo attingere solo dalle offerte”, mette le mani avanti il commercialista (letto su Open online).
La Cgil sostiene i licenziandi e firmatari in gran numero della lettera di denuncia/protesta: “Solo un pretesto, pericoloso precedente”. Una lotta di classe con tutti i crismi con la beffa dei padroni che sostituiscono i “sacristi” salariati con lepiù economiche suore, che tanto a loro bastano vitto e alloggio (“krumire”?). Conferma Padre Fedele, 92 anni e zio del leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte, devoto in chief.
“La sorte delle anime elette è il patire”, ammoniva il Santo con le stimmate che pure tanti comunisti ha convertito. A San Giovanni Rotondo si aspetta un autunno caldo.