Se la guerra in Iran non finisce rischio carenze farmaci a partire dall'estate, l'allarme dei produttori (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
“Se pensiamo ai rischi degli incrementi degli stati di carenza, l’orizzonte temporale è breve, quindi di alcuni mesi. Dopodiché la situazione potrebbe diventare davvero preoccupante, così come la sostenibilità industriale”. A spiegare gli effetti sul sistema della farmaceutica dell’aumento del prezzo del greggio dovuto alla chiusura dello Stretto di Hormuz e la guerra in Iran è stato il presidente di Farmindustria Marcello Cattani a margine dell’evento dal titolo “Innovazione, investimenti, competenze. L’industria farmaceutica come asset prioritario del Made in Italy” in corso a Roma.
A causa “della quarta crisi energetica”, l’aumento dei costi di produzione per le aziende farmaceutiche, a causa dell’incremento del prezzo del greggio si vede su tutta la distribuzione. “Si sono visti già infatti – ha spiegato – incrementi del 25% sull’alluminio, del 15% sui principi attivi, del 25% sul vetro e la carta per l’imballaggio”. In queste condizioni, ha aggiunto, “le filiere vanno sotto stress e quindi vengono ridotti i volumi di queste materie prime necessarie a produrre farmaci, perché si scatena l’accaparramento”. “Questo – ha concluso Cattani – noi cerchiamo di gestirlo e di affrontarlo diversificando le aree di approvvigionamento, ma ci sono dei limiti oggettivi perché, ad esempio, l’alluminio lo prendiamo in India o in Cina o in Australia”.
Lucia Aleotti, vice presidente di Confindustria per il Centro studi, a margine dell’evento ha spiegato che quello farmaceutico “è un settore che potrebbe andare a rischio di carenze perché le forniture a livello globale sono tutte connesse. I fornitori di principi attivi sono energivori, i costi dei materiali di confezionamento dei farmaci in alluminio sono esplosi nei loro costi. Quindi il rischio è che ci possa essere una limitazione delle forniture in Europa e in Italia. Non attualmente, non nei prossimi mesi, ma a partire dall’estate o dopo l’estate in Europa e in Italia. Cruciale è il tipo di risposta che i Paesi e la Commissione europea sapranno dare in questa situazione”.