Smart working, guida alle nuove regole. II regime sanzionatorio, multe fino a 7500 euro (foto Ansa-Blitzquotidiano)
In coincidenza con il probabile ritorno di un maggior uso dello smart working, entrano in vigore le nuove norme sul lavoro agile che introducono delle sanzioni per le aziende fino a 7500 euro.
La novità principale della legge annuale sulle Pmi è infatti il regime sanzionatorio a carico dei datori di lavoro. Da oggi le imprese dovranno infatti adeguarsi alle nuove disposizioni.
Con le nuove disposizioni centrale sarà l’informativa scritta che deve essere consegnata al dipendente e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, in cui devono essere evidenziate la prevenzione e i rischi per chi lavora da fuori.
Fra gli altri. l’uso eccessivo e corretto dei videoterminali e degli smartphone, l’ambiente di lavoro e una corretta postura.
Si tratta di indicazioni giù esistenti e infatti la legge non introduce un nuovo obbligo, ma ne potenzia l’efficacia prescrivendo appunto delle sanzioni vanno dall’arresto da due a quattro mesi fino ad ammende che possono raggiungere i 7.403,96 euro.
Dalle stime dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, lo scorso anno sono stati circa 3.575.000 “i lavoratori che per almeno parte del loro tempo operano da remoto, +0,6% rispetto allo scorso anno”.
Il maggiore aumento (+11%), rilevava la ricerca diffusa a fine 2025, si registra nel settore pubblico, in cui oggi 555.000 persone lavorano in smart, pari al 17% dei dipendenti della Pubblica amministrazione.
C’è un rialzo anche nelle grandi imprese (+1,8%), dove oggi il 53% del personale lavora da remoto (1.945.000 persone), mentre le piccole e medie imprese sono in controtendenza: qui i lavoratori da remoto si riducono sensibilmente (-7,7% nelle Pmi, -4,8% nelle microimprese) per rappresentare solo l’8% del totale.