Economia

Targhe personalizzate, via libera dal 2028: quanto costano e come funzioneranno

Le targhe personalizzate si preparano a fare il loro ingresso sulle strade italiane, ma per chi sogna di scegliere una combinazione particolare di lettere e numeri bisognerà ancora aspettare. La riforma del Codice della Strada ha infatti aperto la strada alla novità, senza però renderla immediatamente operativa: le prenotazioni non partiranno a breve e difficilmente saranno possibili già nel 2027.

Prima dell’attivazione serviranno ulteriori passaggi istituzionali. Il testo dovrà completare l’iter parlamentare, ottenere i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata e arrivare alla pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale, attesa per la primavera del prossimo anno. L’entrata in vigore della norma è fissata al primo gennaio 2028. A quel punto la Motorizzazione dovrà predisporre i regolamenti attuativi e aggiornare i sistemi informatici, compreso il Portale delle targhe personalizzate.

Quanto costano e come funzioneranno

Anche i costi sono già stati definiti: per le automobili serviranno 600 euro, di cui 500 destinati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la produzione e 100 al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per le moto la tariffa sarà di 360 euro. A queste somme andranno aggiunte le ordinarie spese di immatricolazione.

La personalizzazione riguarderà esclusivamente la sequenza alfanumerica: formato, caratteri, dimensioni e colori resteranno quelli standard, con fondo bianco, scritte nere e bande blu laterali. Lo schema sarà composto da sette caratteri (AA 000 AA), utilizzando 22 lettere e dieci cifre. Restano escluse I, O, Q e U, oltre a caratteri stranieri, lettere accentate e simboli speciali.

Non saranno ammesse combinazioni già assegnate, mentre potranno essere recuperate quelle utilizzate dal 28 febbraio 1994 in poi e successivamente tornate disponibili. La targa, inoltre, resterà associata al veicolo e non al proprietario, accompagnandolo fino alla demolizione. In caso di furto o smarrimento sarà possibile richiedere un duplicato con la stessa combinazione.

Una particolarità che potrebbe aprire, come già accade nel Regno Unito, anche a un mercato di automobili usate riconoscibili per la propria targa.

Published by
Francesca Ripoli