Economia

Trump: “La fine della guerra è vicina”. Le sue parole fanno rimbalzare le borse: in netto calo anche il prezzo del petrolio

Donald Trump ha indicato come vicina la fine della guerra in una conferenza stampa che si è tenuta ieri al termine dei colloqui con Putin. Quanto detto dal presidente Usa ha infondato fiducia sui mercati con l’Europa che è rimbalzata in avvio con indici tutti in positivo. In netta ripresa anche le borse asiatiche e in calo anche il costo del Brent petrolifero.

Dopo la pesante seduta di ieri, i listini dell’estremo oriente hanno chiuso tutti positivamente, con Tokyo a +2,88% e Seul a +5,3%, riguadagnando quanto perso in precedenza. A contrattazioni ancora aperte sono in netto rialzo anche Hong Kong (+2%), Shanghai (+0,65%), Shenzhen (+1,8%) e Mumbai (+0,5%).

Le parole del tycoon hanno fatto bene anche al petrolio, con il Wti che è sceso sotto i 90 dollari e il Brent che è arretrato intorno ai 93 dollari. Avvio in calo anche per il prezzo del gas: ad Amsterdam le quotazioni hanno registrato una discesa del 12,5% a 49,50 euro al megawattora.

In Europa, la Borsa di Milano ha aperto in forte rialzo, in linea con gli altri listini europei. Il primo indice Ftse Mib ha guadagnato il 2,3% a 45.038 punti. Anche le Borse europee sono rimbalzate in avvio con Francoforte (+2,04%), Parigi (+1,89%) e Londra (+1,14%).

Trump: “La fine della guerra è vicina”. Le sue parole fanno rimbalzare le borse: in netto calo anche il prezzo del petrolio (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Cosa ha detto Donald Trump

A margine dei colloqui avuti con Vladimir Putin, Trump ha spiegato che quella in Iran è “solo un’escursione in qualcosa che doveva essere fatto. Siamo molto vicini alla fine”. Il tycoon ha sottolineato che gli Stati Uniti “stanno vincendo in modo deciso”. “Se non li avessimo colpiti avrebbero preso il controllo del Medio Oriente”, ha messo in evidenza. La guerra “finirà presto”, ha ribadito ancora. A chi gli chiedeva se la guerra finirà questa settimana Trump ha risposto “No”. Il presidente ha però ribadito più volte che il conflitto finirà presto.

Il presidente ha poi lanciato un avvertimento all’Iran: “Colpiremo in maniera molto, molto più dura di fronte al blocco” delle forniture di greggio. In conferenza stampa, il tycoon ha ribadito anche che “se necessario” saranno scortate le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump si è poi detto “deluso” dalla nomina della nuova guida suprema iraniana. A chi gli chiedeva della sua idea per la guida del paese, il presidente ha risposto: “Mi piace l’idea di qualcuno all’interno, funziona bene. Lo abbiamo fatto in Venezuela: è una formula che funziona bene”.

Infine il presidente americano Donald Trump ha detto che rinuncerà ad alcune sanzioni sul petrolio a causa delle turbolenze dei mercati legate al suo attacco insieme a Israele contro l’Iran. “Stiamo anche rinunciando ad alcune sanzioni legate al petrolio per ridurre i prezzi”. Trump ha parlato di quotazioni del greggio “gonfiate artificialmente” in scia alla condotta dell’Iran.

Trump e la “exit strategy”

Quanto detto da Trump appare, a detta di molti, un modo per uscire fuori da una situazione che si è impantanata. A riassumere quello che potrebbe aver deciso Trump per ragioni di strategia è il politologo statunitense Michael Walzer che, in un’intervista a Repubblica, dice: “Trump è nei guai in Iran e vuole la exit strategy, la crisi energetica spaventa anche lui”. Spiega il politologo 91enne: “The Donald dichiarerà una falsa vittoria, è un narcisista inaffidabile e mollerà anche Netanyahu. A Teheran cambierà niente, come in Venezuela: altro che libertà e democrazia”.

Published by
Lorenzo Briotti