Umberto Pizzi, addio al paparazzo dell’Italia "Cafonal": dai segreti del potere alla Dolce Vita, un racconto lungo 60 anni (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Addio a Umberto Pizzi, il paparazzo dell’Italia cosiddetta “cafonal”. A 88 anni se n’è andato, nella sua Roma, il celebre fotografo della Dolcevita e dei nostri vizi. Pizzi ha raccontato 60 anni di storia italiana. Ha immortalato le grandi storie d’amore come quella tra Liz Taylor e Richard Burton. Ma anche il potere e i suoi segreti, la discesa in campo di “Sua Emittenza” Berlusconi, i costumi della società italiana, in particolar modo tallonando giorno e notte l’aristocrazia romana.
Ha fatto pure il fotoreporter di guerra per la Fao in Iran, Iraq, Turchia, Siria, Giordania ed è stato tra i primi fotografi ad arrivare in via Fani il 16 marzo 1978, il giorno del rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Negli anni 2000 ha collaborato con Dagospia di Roberto D’Agostino pubblicando i libri Cafonal e Ultracafonal.
Pizzi era nato a Zagarolo nel 1937, aveva iniziato a fotografare nel 1968. Da allora non aveva mai smesso: tutti i giorni montava sul suo scooter, macchina fotografica al collo, per inseguire e catturare gli istanti e diventare così testimone dell’immaginario collettivo. Professionista inimitabile, ha pubblicato, tra l’altro, su Time e People Magazine, contagiando le nuove generazioni e alimentando una passione per un lavoro che andava, e va, oltre lo scatto di una foto. Un lavoro da “consegnare alla storia”, come ha sottolineato la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni.
Certo, il clou della sua carriera è coinciso con la vita mondana degli anni ‘60 a Roma, con le star del cinema e i grandi personaggi tra i quali Vittorio Gassman, Eduardo De Filippo, Roberto Rossellini. Anche scrittori e intellettuali sono finiti nel suo mirino come Alberto Moravia e Dacia Maraini. Insomma ha attraversato usi, costumi e generazioni consegnandoci, come ha detto nel giorno della sua morte, il presidente del Senato Ignazio La Russa, attraverso le sue fotografie “un patrimonio di immagini diventato parte della memoria collettiva del nostro Paese”.
Lo scorso aprile su Rai5 Pizzi, in quattro puntate, ha raccontato la sua vita e ripercorso 60 anni di storia italiana attraverso l’enorme archivio di foto che ci ha lasciato. Emblematico il titolo del documentario: “Profumo di Pizzi”. La docuserie è stata opportunamente riproposta martedì alle 19.30 su Rai 5. Il doveroso omaggio sarà di nuovo in onda domenica 4 ottobre sempre su Rai5 (19.30).