(Foto Ansa)
In tutto il mondo sono in aumento gli episodi di stress da calore, una condizione che si verifica quando il corpo umano non riesce più a regolare efficacemente la propria temperatura a causa di un caldo eccessivo.
A evidenziarlo è uno studio pubblicato su Nature Climate Change e condotto dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), con sedi a Reading, nel Regno Unito, e a Bonn, in Germania.
Secondo la ricerca, rispetto al 1970 si registrano oggi fino a 50 giorni in più all’anno caratterizzati da forte stress termico. La quota di popolazione globale esposta è salita dal 16% al 22%, pari a circa un miliardo di persone in più, con le aree più colpite individuate nell’Europa meridionale, nel Nord Africa, in America del Sud e nella parte meridionale del Nord America.
Il gruppo di ricerca guidato da Rebecca Emerton ha utilizzato l’Indice Climatico Termico Universale (UTCI), che valuta la temperatura percepita dal corpo umano e la sua capacità di adattamento alle condizioni ambientali.
Analizzando i dati tra il 1950 e il 2024, gli scienziati hanno osservato che l’aumento delle temperature percepite è iniziato dagli anni ’70. Particolarmente rilevante è il peggioramento delle condizioni notturne, con un incremento della temperatura percepita pari a 0,32 gradi per decennio, fattore che riduce il recupero fisiologico e aumenta i rischi sanitari legati al caldo prolungato.